F. Pancani Presidente CAO Pisa

E’ certamente insolito avere su PisaMedica, periodico dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Pisa, un articolo riguardante una associazione professionale. Non dico “sindacale” perché non è per niente corretto chiamare “sindacato” una associazione formata prevalentemente da datori di lavoro.

Ma questa eccezionale eccezione è legata a connotati quantitativi e qualitativi. Alla quantità in quanto a livello nazionale ed anche provinciale circa la metà degli iscritti all’Albo degli Odontoiatri è anche iscritto a questa associazione. Alla qualità perché molti argomenti programmatici ricordati dal Dott. Roberto Trivelli sono dibattuti anche all’interno dell’Ordine sia pure con una ottica diversa.

In forza della Legge 24 Luglio 1985 n. 409 gli Ordini Provinciali assunsero la denominazione di “Ordini Provinciali dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri” e così cambiò anche il nome della Federazione Nazionale. La stessa legge impose che il numero dei componenti dei Consigli direttivi degli Ordini Provinciali e del Comitato Centrale della Federazione Nazionale fosse aumentato rispettivamente di un minimo di due membri iscritti all’Albo degli Odontoiatri. Trascuro gli altri dettagli di ripartizione.

Il primo importante aspetto che salta agli occhi a distanza di tanti anni è quello di una legge arrivata tardi, dopo forti pressioni comunitarie, arrivata male in molti suoi aspetti e rimasta ferma a regolamentazioni esteriori o marginali, senza incidere sul vero diritto degli odontoiatri ad essere autorappresentati correttamente nei vari organismi. È sintomatico come il Centenario degli Ordini, giustamente celebrato, non sia stato accompagnato da alcuna importante menzione dei venticinque anni della 409/85.

E’ quindi sempre più pressante la necessità, confermata dalla totale unanimità dei Presidenti C.A.O., di una riforma che garantisca l’autonomia politica, gestionale, amministrativa, previdenziale degli odontoiatri a livello nazionale, regionale e provinciale. Deve cessare la tendenza di tenere gli odontoiatri rinchiusi in un piccolo recinto, costretti da una rete invalicabile senza che neppure possano gestire un centesimo di tutti i soldi attinti dalle loro tasche. E’ essenziale che leggi e regolamenti concedano ad ogni categoria la elezione diretta dei propri rappresentanti. Non si può in Italia continuare a sperare nella magnanimità o benevola simpatia del Presidente di Ordine, mutevole in base a scelte politiche gestionali od anche in base alla caratterialità propria o della controparte. L’Ordine si guida collegialmente nell’interesse di tutti gli iscritti oppure è meglio che ognuno vada per la propria strada.

Posta questa premessa, ricordando che siamo tutti sulla stessa barca, si potrà impostare una politica ordinistica comune a tutti gli ordini del comparto sanitario con l’aiuto delle associazioni per guidare una incisiva lotta all’abusivismo sanitario, un processo educativo ed una gestione deontologicamente corretta della professione, una pubblicità rispettosa dei cittadini e dei colleghi, per tenere in breve i malati al centro del nostro mondo etico-professionale.

Accingiamoci ora a leggere con spirito attento e critico le considerazioni esposte dal Presidente ANDI di Pisa Dott. Roberto Trivelli.