G. Saggese, M. Bizzi U.O.Pediatria, A.O.U.P.

 

Il rapporto tra bambini, adolescenti e web è un tema molto attuale dato che i ragazzi di oggi nascono e crescono in un mondo in cui la presenza di internet è pressoché costante. Questi ragazzi vengono oggi chiamati “digital natives”.

Già dal 2006, come presidente della Società Italiana di Pediatria, ho avviato una serie di rapporti annuali sulle “Abitudini e stili di vita degli adolescenti”, attraverso questionari somministrati in alcune scuole italiane comprese quelle della provincia di Pisa. Dall’ultima di queste indagini è emerso che il 17% dei ragazzi italiani passa più di tre ore al giorno a navigare.

Il web rappresenta un mondo che soddisfa molti bisogni dei ragazzi, quali la comunicazione, la socializzazione, la conoscenza, ma nasconde anche rischi e pericoli. L’obiettivo delle principali figure che si occupano della salute dei ragazzi, deve essere quello di promuovere un uso consapevole del web che valorizzi gli aspetti positivi e minimizzi i rischi.

Le opportunità che offre internet sono molte e riflettono sia le esigenze dei bambini, che ancora sono in una fase di sviluppo non solo fisico ma anche psichico e  possono utilizzare questo strumento per giocare, dare libero spazio alla propria creatività e conoscere il mondo; sia le esigenze degli adolescenti, che si trovano ad affrontare una delicata fase di transizione, durante la quale hanno bisogno di affermare la propria identità e di confrontarsi con i propri coetanei. Il web rappresenta un modo per tenersi in contatto con amici e compagni di scuola, attraverso i social network e discutere con loro dei compiti scolastici; per esprimere il proprio modo di essere pubblicando immagini, fotografie o scrivendo pensieri su un blog personale; per superare timidezza e paure grazie alla protezione dello schermo che evita l’imbarazzo del contatto visivo. Ma è anche una grande enciclopedia mondiale dove si possono reperire informazioni sulla propria salute, fare ricerche per la scuola e avere aggiornamenti in tempo reale.

È necessario però conoscere i rischi a cui i ragazzi sono esposti durante la navigazione e proteggerli dalle trappole della rete. Tra i principali pericoli vi sono l’esposizione a immagini e video che incitano a comportamenti a rischio, come l’anoressia, l’autolesionismo, la violenza, le condotte sessuali a rischio; l’adescamento online una tecnica usata dai pedofili per adescare i minori sul web; il cyberbullismo, forma di molestia condotta con mezzi elettronici; il sexting, l’invio di messaggi o immagini a sfondo sessuale; la “depressione da Facebook” che si può sviluppare nei ragazzi che trascorrono lungo tempo su Facebook fino allo sviluppo di un vero e proprio disturbo da dipendenza da internet (Internet Addiction Disorder) caratterizzato da sintomi di astinenza e depressione all’interruzione dell’uso del web. Per non parlare del fatto che l’eccessiva quantità di tempo passato davanti allo schermo toglie spazio alle attività svolte all’aria aperta, al gioco, allo sport e quindi diventa fattore di rischio per obesità e problemi di socializzazione.

Occorre innanzitutto promuovere una conoscenza tecnica dello strumento “internet” tra i ragazzi ed avvicinarsi in prima persona alla nuova tecnologia in modo da ridurre il divario esistente tra le generazioni e che spesso fa sentire i ragazzi liberi di agire nel web in modo indisturbato.

I genitori dovrebbero impratichirsi sull’uso del computer per poter spiegare ai figli come sfruttare le opportunità e proteggersi da eventuali rischi e non porre solo divieti ma parlare con loro di ciò che fanno e vedono quando navigano, insegnando che non si deve mai dare confidenza né informazioni personali a sconosciuti incontrati in rete. Inoltre dovrebbero stabilire regole su frequenza, durata e natura della navigazione online, di modo da favorire le attività all’aperto e le relazioni sociali.

Importante anche l’impegno della scuola per incentivare l’uso di internet come strumento didattico ed educativo utilizzando e-book e lavagne elettroniche, favorire progetti formativi in ambito informatico, valorizzare positivamente eventuali predisposizioni individuali all’uso di internet e proibire l’uso di cellulari e dispositivi portatili per contrastare il cyberbullismo.

Il pediatra dovrebbe avere un ruolo attivo nell’informare genitori, bambini e adolescenti sui possibili rischi e sull’uso corretto del web e incorporare nell’anamnesi domande inerenti le “abitudini mediatiche” per poter cogliere i primi segni di allarme di dipendenza da internet. In questa direzione si muove la Società Italiana di Pediatria che, in occasione del Safer Internet Day 2012, svoltosi in tutta Europa nel mese di febbraio, ha elaborato due documenti che pongono l’attenzione sull’importanza della comunicazione tra ragazzi e genitori fornendo consigli pratici per una navigazione sicura.

Solo costruendo un’alleanza strategica tra pediatri, genitori, insegnanti e istituzioni possiamo immaginare sviluppi del web a favore della salute e del benessere di bambini e degli adolescenti e protezione dai rischi a cui essi vanno inevitabilmente incontro. Ad ogni modo, per una fisiologica crescita emotiva e psicologica dei ragazzi, è necessario assicurare, nelle loro relazioni sociali, il linguaggio emotivo e verbale che si ha solo quando si è  “a portata” di contatto fisico.