G. Natale Professore associato di anatomia umana – Università di Pisa

La Biblioteca Anatomica “Guglielmo Romiti” è una delle più ricche e preziose biblioteche storiche dell’Università di Pisa. Si trova attualmente nella Scuola Medica di Via Roma. Come tutti i patrimoni librari, si è arricchita nel tempo di volumi importanti.

Guglielmo Romiti, al quale la biblioteca è intitolata, fu docente di anatomia umana normale a Pisa. Il suo allievo Curzio Massart nel discorso commemorativo tenuto al Teatro Margherita di Livorno nel 1950, in occasione del centenario della nascita di Romiti, ben sottolineò la ragione di questa intitolazione:

Come segno tangibile del Suo amore e del Suo attaccamento all’Istituto anatomico di Pisa che, per 40 lunghi anni aveva diretto dandogli lustro e gloria, Guglielmo Romiti, povero nato e povero rimasto, volle a quello donare la Sua ricchissima biblioteca personale e la Sua raccolta di Miscellanee che rappresentano un raro e geloso tesoro.

Si tratta, dunque, di un grande patrimonio culturale raccolto con passione e amorevole cura che, per fortuna, non ha subito nel tempo gravi danni e dispersioni. Anzi, si è recentemente accresciuto accogliendo un altro importante e cospicuo fondo librario: la collezione di testi medici del Prof. Alberto Zampieri.

I volumi, collocati sui palchetti di spartani scaffali di legno, sono conservati al primo piano della Scuola Medica, in due ampie stanze comunicanti, ciascuna con ingresso indipendente. Nella prima stanza si conservano i libri più antichi e preziosi.

Nella seconda stanza sono esposti soprattutto periodici e riviste scientifiche. Su una parete si trova un ritratto di Romiti eseguito dall’artista fiorentino Alfredo Marucelli (Fig. 1).

Fig. 1: Ritratto di Guglielmo Romiti eseguito da Alfredo Maruccelli

Questo secondo ambiente comunica anche con la stanza di rappresentanza dell’anatomia umana, intitolata al successore di Romiti, Giovanni Vitali, che conserva gli arredi originali dell’Ottocento (Fig. 2) e nella quale è esposto un ritratto giovanile di Romiti, eseguito dallo studente Giusto Casabianca (Fig. 3).

Fig. 2: Stanza Vitali

Fig. 3: Ritratto di Guglielmo Romiti eseguito da Giusto Casabianca

Una naturale continuazione della biblioteca è la Galleria Mascagni in cui sono esposte le celebri tavole anatomiche di Paolo Mascagni: un lungo e solenne corridoio che in forma aperta permette di apprezzare uno dei più begli atlanti anatomici dell’Ottocento.

Nella logica della conservazione del vasto patrimonio medico-scientifico dell’anatomia pisana, al piano superiore si trova il Museo di Anatomia Umana “Filippo Civinini”: dal libro e dall’atlante si passa, dunque, alla realtà anatomica delle collezioni museali in un raro connubio culturale.

Guglielmo Romiti

Guglielmo Romiti (Fig. 4) nacque a Pisa il 6 gennaio 1850. Compì gli studi secondari a Livorno e quelli universitari a Pisa e Firenze dove si laureò in medicina e chirurgia.

Fig. 4: Foto di Guglielmo Romiti

Nel 1870, appena ventenne, partecipò come volontario alla guerra franco-prussiana, recandosi in Francia al seguito di Giuseppe Garibaldi e partecipando alla campagna dei Vosgi e alla presa di Digione.

Terminata l’avventura militare, riprese l’attività medica e ottenne una borsa di studio per perfezionarsi all’estero (Vienna, Strasburgo e Berlino).

Rientrato in Italia, vinse un concorso di Anatomia Umana e a soli ventisette anni iniziò la carriera di professore universitario a Siena dove rimase dal 1877 al 1886. La scuola anatomica senese, in grave decadenza, fu riportata agli antichi splendori da Romiti che fondò pure la Società tra i cultori delle scienze mediche che nel 1888 si fuse con l’Accademia dei Fisiocritici della quale Romiti entrò a far parte nel 1878. Sempre a Siena, fu tra i fondatori dell’Archivio italiano di anatomia ed embriologia che, in occasione del suo 25° anno d’insegnamento, gli dedicò un ricco volume di scritti di anatomia di suoi ex allievi che gliene fecero offerta in segno della loro stima e riconoscenza. A tale tributo parteciparono gli istituti anatomici di Bologna, Catania, Ferrara, Firenze, Genova, Perugia, Pisa, Sassari e Siena, dove si trovavano per insegnamento gli studiosi che direttamente o indirettamente provenivano dalla sua scuola. Nel 1886, dopo la parentesi senese, Guglielmo Romiti fu chiamato a Pisa a ricoprire la cattedra di anatomia umana lasciata da Cesare Studiati. A Pisa rimase per ben quarant’anni, fino al 1926.

Ottenne brillanti risultati scientifici e portò contributi originali con le sue numerose ricerche che abbracciano tutti i campi delle discipline anatomiche: dall’istologia alla morfologia umana e comparata, dall’embriologia all’antropologia.

Fu autore di circa cento pubblicazioni scientifiche che riguardano studi sullo sviluppo dell’uovo dei Batraciani, sulla struttura e sullo sviluppo della placenta e dell’ovaio, sui condotti di Wolff, sull’origine della corda dorsale, sul canale cranio-faringeo, sulla tasca di Ratchke e sullo sviluppo e sulle varietà dell’osso occipitale.

Scrisse lezioni di embriogenia umana e comparata dei vertebrati e anche due trattati: l’uno, di Anatomia Sistematica, e l’altro, di Anatomia Topografica, ebbero larga diffusione, specialmente il primo, poiché oltre a essere il primo vero trattato italiano della materia, era il moderno libro didattico esposto secondo i nuovi indirizzi di ricerche e di studi sul vasto campo biologico. Ancora oggi tale trattato rimane una fonte veramente preziosa alla quale ricorre lo studioso delle discipline anatomiche specialmente per le numerose notizie storiche e per l’accurata trattazione delle varietà ossee, muscolari e vascolari in esso contenute.

Romiti s’occupò anche di storia della medicina, della quale fu un profondo conoscitore e un appassionato cultore.

Trascorse gli ultimi anni a Carrara, dove morì il 26 febbraio 1936. La sua salma riposa, per suo volere, nel cimitero della Misericordia di Siena, accanto a quella della moglie Isabella Tarducci.

Nella Scuola Medica di Pisa, sul pianerottolo che precede la Galleria Mascagni, si conserva un busto di marmo eseguito da Augusto Bozzano (Fig. 5). Gli fu intitolata anche una via di Pisa.

Fig. 5: Busto in marmo di Guglielmo Romiti eseguito da Augusto Bozzano

Il patrimonio della biblioteca

La catalogazione elettronica dei libri della biblioteca di Anatomia è cominciata nel 2006 e si è conclusa nel 2009 a cura del personale della biblioteca di medicina. Quest’importante operazione ha permesso di sostituire il catalogo cartaceo e di eseguire ricerche bibliografiche in rete sul sito del Sistema Bibliotecario di Ateneo (http://www.sba.unipi.it/). Il sistema gestisce direttamente cataloghi di ateneo, banche dati, e l’informatizzazione dei servizi bibliotecari. Il numero dei libri e degli opuscoli della biblioteca “Romiti” censiti nel catalogo di Ateneo ammonta a 2.265, di cui 179 sono le edizioni antiche, stampate tra il 1500 e il 1830 (Fig. 6).

Fig. 6: Frontespizio dell’Opera Posthuma di Marcello Malpighi (1798)

Discorso a parte va fatto per i lavori monografici raccolti in numerosi volumi di miscellanee non editoriali. Le miscellanee sono raccolte per argomento:

Anatomia comparata (2 volumi)

Anatomia normale (107 volumi)

Anatomia Patologica (28 volumi)

Antropologia (1 volume)

Chirurgia (38 volumi)

Dermatologia e sifilografia (6 volumi)

Discorsi e relazioni (32 volumi)

Embriologia (46 volumi)

Fisiologia (13 volumi)

Frenatria e medicina legale (13 volumi)

Ginecologia (5 volumi)

Medicina (32 volumi)

Oftalmologia (5 volumi)

Ostetricia (22 volumi)

Scienze naturali (1 volume)

Varie (78 volumi)

Una piccola selezione di articoli (181), facente parte della miscellanea Discorsi e relazioni è attualmente in catalogo. Uno schedario cartaceo ordinato alfabeticamente per nome dell’autore è comunque a disposizione per eventuali ricerche.

Alle miscellanee di Romiti vanno poi aggiunte quelle del suo successore, Giovanni Vitali, raccolte in 43 volumi di argomento vario.

Tra le riviste storiche, italiane e straniere, conservate nella biblioteca si ricordano:

Archivio di Anatomia e di Embriologia.

Archivio Zoologico.

Monitore Zoologico.

Anatomiche Anzeiger Centralblatt für die gesamte wissenschaftliche Anatomie.

Anatomicher Bericht.

Biologisches Centralblatt.

Ergebnisse der Anatomie und Entwicklungsgeschichte.

Fortschritte der Medicin.

Jahresberichte über die Fortschritte der Anatomie und Entwicklungsgeschichte.

Jahresberichte über die Fortschritte der Anatomie und Physiologie.

Zeitschrift für mikroskopisch-anatomische Forschung.

Le riviste sono inserite nell’Archivio Collettivo Nazionale dei Periodici (ACNP).

Nel luglio del 2012, grazie ai contributi della Fondazione Arpa, presieduta dal Prof. Franco Mosca, della Biblioteca di Medicina, dell’ex-Facoltà di Medicina e Chirurgia e dell’ex-Dipartimento di Morfologia Umana e Biologia Applicata, è stato acquistato un fondo librario ospitato nella biblioteca Romiti. Costituita da un’importante raccolta di testi medici della biblioteca privata del Prof. Alberto Zampieri, l’intera collezione, comprendente più di 1.400 volumi fra libri e opuscoli di storia della medicina e di anatomia che vanno dal XVI secolo ai giorni nostri, sarà intitolata alla memoria del Prof. Mario Bonadio, scomparso prematuramente a 65 anni nel gennaio 2011. Valente infettivologo della Clinica Medica universitaria, il Prof. Bonadio si era dedicato anche alla politica, dimostrando il suo grande valore umano.

L’inventario della collezione è stato ultimato nel dicembre 2012. Tra gennaio e novembre 2013 sono stati inseriti 858 libri. Si prevede di completare la catalogazione del fondo entro giugno 2014.

La Galleria Mascagni

Lungo la Galleria Mascagni (Fig. 7) è possibile ammirare una pregevole serie di tavole anatomiche, opera di Paolo Mascagni che insegnò anatomia a Pisa nel 1800.

Fig. 7: La Galleria Mascagni

In fondo alla galleria è collocato il busto di gesso di Mascagni. Quest’opera non è straordinaria solo per la precisione e la qualità dei disegni e dei colori, ma anche per gli intenti dell’autore. Fatto unico nel suo genere per quel tempo, le tavole descrivono a grandezza naturale una figura umana di tre braccia toscane, corrispondenti a cinque piedi e cinque pollici parigini, equivalenti cioè a circa un metro e settantacinque centimetri (Fig. 8).

Fig. 8: Due tavole anatomiche di Paolo Mascagni

Già l’altezza scelta appare sorprendente, considerando quanto fosse decisamente più bassa la statura media dell’epoca. Secondo la tecnica della dissezione anatomica per piani, la figura umana intera è vista anteriormente e posteriormente in quattro situazioni diverse: a) primo strato: la superficie corporea, privata del tegumento, mostra muscoli, vasi e nervi superficiali; b) secondo strato: muscoli, vasi e nervi più profondi; c) terzo strato: muscoli e tronchi dei vasi arteriosi e venosi; d) quarto strato: scheletro e ligamenti. La soluzione scelta per la rappresentazione dei muscoli nelle figure intere, che in buona parte appaiono distaccati per un capo della loro inserzione e più o meno allontanati e ribaltati rispetto alla loro posizione normale, è indubbiamente dettata dall’intento di consentire sia l’apprezzamento dei rapporti che questi contraggono tra loro su piani diversi, sia la visione, altrimenti nascosta, dei peduncoli vascolari e nervosi. Questo tipo di raffigurazione, lontano dai canoni tradizionali, dava un effetto di “esplosione”. Oltre alle otto tavole che raffigurano la figura umana intera, esistono altre venti tavole che rappresentano i visceri racchiusi nelle cavità del corpo. In definitiva, tutto il corpo umano è rappresentato in maniera dettagliata in ventotto tavole esposte in essenziali ma eleganti cornici di legno.

Per ogni tavola a colori esiste anche una controtavola in bianco e nero in cui le varie strutture anatomiche sono contrassegnate da numeri o lettere. Questa versione, della stessa dimensione delle tavole a colori, è rilegata in un volume. Per ovvie ragioni, le figure intere sono suddivise in tre parti, mentre quelle sui visceri conservano le stesse dimensioni: perciò il volume, delle ragguardevoli dimensioni di 71cm x 101cm, contiene un numero complessivo di quarantaquattro tavole. L’opera, sia in bianco e nero sia a colori, non fu edita tutta insieme, ma pubblicata tra il 1823 e il 1831, in nove fascicoli annuali, dal libraio e stampatore pisano Nicola Capurro, e uscì postuma per iniziativa dei professori Andrea Vaccà Berlinghieri, Giacomo Barzellotti e Giovanni Rosini, amici e colleghi di Mascagni. I riscontri sul cadavere furono eseguiti da Girolamo Grifoni, allievo di Mascagni a Siena.

In quasi tutte le tavole è riportato anche il nome del calcografo che ne realizzò il disegno, la colorazione e l’incisione: Antonio Serantoni; in una tavola è riportato anche il nome di Giuseppe Canacci. L’opera è infine completata da un testo in latino che descrive le strutture anatomiche richiamate nelle controtavole in bianco e nero e fu intitolata, a ragione, Anatomiae Universae Pauli Mascagnii Icones. Nel frontespizio del libro è riportato il cenotafio di Mascagni che il nobile senese Giulio Del Taia aveva fatto scolpire da Stefano Ricci e che si trova a Siena (Fig. 9).

Fig. 9: Frontespizio dell’Anatomiae Universae Pauli Mascagnii Icones (1823)

Naturalmente, sia l’atlante con le controtavole che l’opera testuale sono conservate nella biblioteca “Romiti”.

La Biblioteca “Romiti” nelle mostre di libri antichi

Gli interessanti testi anatomici della biblioteca “Romiti” sono stati esposti in alcune importanti mostre dedicate alla storia della medicina. Nel mese di ottobre del 1981, su iniziativa del Prof. Alberto Zampieri e dell’allora preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, Prof. Claudio Pellegrino, nello storico Palazzo Lanfranchi di Pisa fu organizzata un’importante mostra di storia della medicina attraverso libri e documenti. La terza sezione della mostra era dedicata all’anatomia e, come sottolineò lo stesso preside, ad arricchire questa sezione di testi molto rari in prima edizione oppure in edizioni successive, ma più pregevoli per la qualità delle tavole incise, ha contribuito in modo determinante lo stesso Istituto di anatomia di Pisa, che possiede una selezionata e ben conservata biblioteca di testi anatomici. L’esposizione dei testi anatomici ebbe particolare risalto perché, come ricordò Curzio Massart, tale manifestazione coincide anche con il XXXVII Convegno Nazionale della Società Italiana di Anatomia che, nella seconda decade di Ottobre del corrente anno, sarà tenuto nella nostra città, fornendo così l’occasione ai molti studiosi e ricercatori delle varie branche morfologiche e mi auguro anche ad un folto pubblico, di ammirare tale ricca messe di capolavori della dottrina medica dei più illustri e celebri Maestri, molti dei quali Pisa ebbe il vanto e l’onore di annoverare fra i docenti del nostro glorioso Ateneo e di seguire così l’evolversi del pensiero medico in questi secoli.

In occasione della presentazione del libro Alla ricerca dell’arte di guarire, curato dal Prof. Alberto Zampieri, alcuni testi e atlanti anatomici della biblioteca “Romiti” sono stati esposti al pubblico nella Galleria Mascagni dal 25 maggio al 20 giugno 2007 per illustrare la storia dell’iconografia anatomica.

Un importante progetto di recupero e valorizzazione del fondo storico e degli atlanti anatomici ottocenteschi della biblioteca è stato promosso nel 2010 dalla Biblioteca di Medicina e Chirurgia (a cura di Amelio Dolfi, Patrizia Ciucci, Livia Iannucci, Nazzareno Bedini), con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa e con il patrocinio del Comune e della Provincia di Pisa.

Il progetto si è articolato in diverse fasi:

1. spolveratura degli scaffali e dei volumi eseguita da una ditta specializzata;

2. restauro della legatura e delle carte dei seguenti undici esemplari:

a) Alessandro Achillini. Opera omnia in vnum collecta … Venetijs: apud Hieronymum Scotum, 1545.

b) Porphyrius. In Aristotelis praedicamenta per interrogationem et responsionem breuis explanatio. Nec non Dexippi in Aristotelis praedicamenta quaestionum libri tres. Venetiis: apud Hieronymum Scotum, 1556.

c) Avicenna. Liber Canonis, De medicinis cordialibus, et Cantica. Cum castigationibus Andreae Alpagi … Venetiis: apud Iuntas, 1544 (Venetijs: apud haeredes Lucaeantonij Iuntae Florentini, 1544 mense Martio).

d) Johann Friedrich Blumenbach [Opere raccolte in un unico volume]

De sinibus frontalibus. Gottingae: typis Jo. Christ. Dieterich, 1779; Specimen physiologiae comparatae inter animantia calidi et frigidi sanguinis; De nisu formativo et generationis negotio observationes nuperae. Gottingae: apud Jo. Christ. Dieterich, 1787; De vi vitali sanguinis. Gottingae: apud Io. Christ. Dieterich, 1788; Synopsis systematica scriptorum. Gottingae: apud Joann. Christ. Dieterich, 1788; Decas [prima-tertia] collectionis suae craniorum diversarum gentium illustrata. Gottingae: apud Ioann. Christ. Dieterich, 1790-[1795].

e) Realdo Colombo. De re anatomica libri XV. Parisiis: apud Andream Wechelum, sub Pegaso, in vico Bellouaco, 1572.

f) Georg Heinrich Eisenmann. Quatre tables anatomiques représentant une observation très rare d’une double matrice, mis au jour par ordre de la Faculté de médecine de Strasbourg par George Henry Eisenmann. Traduit du latin à Strasbourg, chez Amand König, 1752.

g) Gabriele Falloppio. Observationes anatomicae. Venetiis: apud Marcum Antonium Ulmum, 1561 (Venetiis: apud Gratiosum Perchacinum, 1561).

h) Hippocrates. Opera, quibus addidimus Commentaria Ioan. Marinelli … Noua & argumenta in singulos libros per Ioan. Culman Geppingen sunt addita … Venetiis: typis Abbundij Menafolij, 1679. Titolo della parte 2: Commentaria Ioan. Marinelli in lib. Hippocratis.

i) Marcello Malpighi. Opera posthuma quibus praefationes, & animadversiones addidit, pluribusque in locis emendationes instituit Faustinus Gavinellus … Editio novissima figuris aeneis & indice illustrata. Venetiis: ex typographia Andreae Poleti, 1698.

j) Giovanni Battista Morgagni. Adversaria anatomica omnia archetypis aereis tabulis cominianis ab auctore ipso communicatis, & universali accuratissimo indice ornata. Opus nunc vere absolutum, inventis, et innumeris observationibus, ac monitis refertum, quibus universa humani corporis anatome, & subinde etiam quae ab hac pendent, res medica, & chirurgica admodum illustrantur. Venetiis: ex typographia Remondiniana, 1762.

Pubblicato con:

Giovanni Battista Morgagni. Epistolae anatomicae duae novas observationes et animadversiones complectentes, quibus anatome augentur, anatomicorum inventorum historia evolvitur, utraque ab erroribus vindicatur. Adjectus est index rerum, et nominum accuratissimus. Venetiis: ex typographia Remondiniana, 1762.

k) Giovanni Benedetto Sinibaldi. Geneanthropeia sive De hominis generatione decateuchon … Romae: ex typographia Francisci Caballi, 1642.

3. rilegatura di quaranta edizioni del fondo storico e realizzazione di cartelle per la conservazione di alcuni esemplari;

4. realizzazione di una mostra per l’esposizione delle opere di maggior pregio e quelle sottoposte a restauro;

5. creazione di una mostra virtuale permanente, comprendente anche la galleria Mascagni e i locali della biblioteca;

6. pubblicazione del catalogo della mostra.

Il 12 e il 19 aprile sono state organizzate due conferenze. La prima è stata l’inaugurazione dell’iniziativa in cui è stato illustrato il percorso della mostra ed è stato presentato il sito web (http://www.bib.med.unipi.it/tesori/). La seconda è stata dedicata ai problemi della conservazione dei libri antichi.

Il restauro di alcuni volumi antichi di anatomia della Biblioteca “Romiti” dell’Università di Pisa e la loro esposizione finalizzata a divulgare il pregevole lavoro svolto, hanno offerto l’occasione per far conoscere anche altri testi, meglio conservati, che contribuiscono a illustrare la storia dell’anatomia attraverso i secoli. La Biblioteca “Romiti” vanta, infatti, numerosi testi e atlanti anatomici che coprono un tempo che va dal Cinquecento ai giorni nostri. Alcuni di questi atlanti, poi, sono stati digitalizzati e sono consultabili in rete sul sito inaugurato in occasione della mostra. È quindi possibile non solo dimostrare l’importante ruolo che il restauro ha avuto nel recupero di testi che versavano in cattive condizioni, ma anche ricostruire un percorso culturale che fa rivivere le tappe più importanti dello studio del corpo umano e dell’iconografia anatomica.

Se si tiene conto del valore delle opere presentate, è stata importante anche la scelta della sede dell’esposizione che doveva ulteriormente esaltarne il significato culturale. Alla luce di queste considerazioni, la mostra è stata allestita in tre ambienti storici della Scuola Medica: la Galleria Mascagni (Fig. 10), lo studio Vitali e la seconda stanza della Biblioteca “Romiti”.

Fig. 10: La Galleria Mascagni durante la mostra del 2010

Oltre, naturalmente, ai volumi restaurati, fra le numerose opere della Biblioteca “Romiti” sono stati poi selezionati i testi più rappresentativi della storia dell’anatomia. Ogni libro è stato aperto sulla pagina che meglio lo rappresenta (antiporta, frontespizio, figura), corredato da un cartellino che riportava il nome dell’autore, il titolo del volume e alcune notizie sulla vita e sulle opere e il loro valore scientifico. Le opere sono state esposte in modo da creare un itinerario ben preciso, dalle più antiche fino all’Ottocento:

I primi volumi esposti testimoniano l’anatomia prevesaliana e comprendono le opere di Achillini, Avicenna (volume restaurato), Galeno e Ippocrate (volume restaurato). È l’anatomia più antica che a un certo punto, però, si chiuse in se stessa, senza evolvere, restando imbrigliata nelle vecchie concezioni aristoteliche e galeniche.

Un secondo gruppo di libri risale al Cinquecento, con la nascita dell’anatomia moderna. Con Vesalio, infatti, riprese l’osservazione diretta del cadavere che permise di correggere e reinterpretare le confuse descrizioni della tradizione precedente. Questa rivoluzione fu sancita dalla pubblicazione di una pietra miliare degli studi anatomici, il De humani corporis fabrica, trattato-simbolo dell’opera di Vesalio. In questa sezione della mostra erano presenti i testi di Colombo (volume restaurato), Eustachio, Falloppio (volume restaurato), Valverde e, naturalmente, Vesalio.

Il Seicento è il periodo dell’anatomia funzionale. Lo studio puramente morfologico degli organi del corpo umano si associò ai tentativi di comprenderne la funzione. Fondamentali in questo periodo sono le ricerche di Harvey sulla circolazione del sangue. I volumi esposti comprendevano opere di Bartholin, Glisson, Harvey, Malpighi (volume restaurato), Pietro da Cortona, Sinibaldi (volume restaurato), Swammerdam e Willis.

La sezione successiva della mostra è invece dedicata al Settecento, con la nascita dell’anatomia patologica. Le ricerche anatomiche e fisiologiche progrediscono sempre di più e anche l’interesse medico per la patologia acquista una sua autonomia. Sono molti i volumi che rappresentano questo periodo, con opere di Albini, Blumenbach (volume restaurato), Cotugno, Eisenmann (volume restaurato), Haller, Heister, Kulm, Malacarne, Morgagni (volume restaurato), Palfijn, Pascoli, Spallanzani, Scarpa e Stampini (volume digitalizzato).

L’ultima parte della mostra è stata dedicata all’Ottocento, rappresentata dagli atlanti anatomici, quasi tutti digitalizzati, con opere di Auvert, Caldani, Lippi, Mascagni, Panizza, Regnoli-Ranzi (volume non digitalizzato), Scarpa.

Oltre alla visione diretta dei volumi esposti, il visitatore ha potuto usufruire anche di uno schermo con proiezione continua delle immagini della mostra e al restauro dei libri con commento verbale, e di due postazioni informatiche interattive, permettendo di operare su tre cartelle visualizzate sul desktop.

Il percorso della mostra è stato integrato con la visita del Museo di Anatomia Umana “Filippo Civinini” che si trova al piano superiore della Scuola Medica. Istituito da Filippo Civinini nel 1832, il museo raccoglie circa 3.400 preparati suddivisi in varie collezioni: osteologiche (scheletri adulti e fetali, crani e varietà ossee), sindesmologiche (articolazioni e apparati ligamentosi), splancnologiche (preparati viscerali di vari apparati conservati in formalina) e angiologiche (statue anatomiche per la dimostrazione dei vasi arteriosi e venosi). Il Museo conserva, inoltre, importanti collezioni archeologiche (mummie egizie; mummie, arredi funerari e vasi peruviani precolombiani) e modelli anatomici in cera.