A. Iodice

Ufficio Stampa Consulcesi

Dopo averli affiancati nella protesta davanti al MIUR contro il pasticcio ai test di specializzazione, Consulcesi – da sempre attenta alle difficoltà sia di chi si immatricola alla Facoltà di Medicina sia di chi accede alle scuole post-laurea – ha deciso di sostenere i giovani medici anche nelle aule dei Tribunali. La realtà che ha cambiato la giurisprudenza in Italia ed in Europa a favore dei professionisti della sanità ha infatti accolto l’invito ricevuto da diversi OMCeO di affiancarli nella battaglia per ottenere il riconoscimento dei diritti di chi ha partecipato alle prove di accesso per le scuole di specializzazione.

Il primo Ordine a farlo è stato quello di Pisa. Qui, nella sede stessa dell’OMCeO provinciale, gli esperti di Consulcesi hanno incontrato una delegazione di oltre cento giovani camici bianchi, in un appuntamento fortemente voluto dal presidente Giuseppe Figlini ai fini dell’individuazione delle migliori condizioni di tutela per i suoi iscritti. Consulcesi si è dunque immediatamente messa a disposizione di tutti quegli aspiranti specializzandi che, danneggiati da un banalissimo errore, hanno tutto il diritto di ottenere giustizia. E lo farà supportandoli ed affiancandoli nei ricorsi in virtù dei successi già ottenuti per i loro colleghi più anziani.

“Foto consegna assegni”: la responsabile dell’Area Legale di Consulcesi Sara Saurini, il dottor Enrico Arrighi specialista nelle malattie dell’apparato digerente ed il presidente dell’Ordine dei Medici di Pisa Giuseppe Figlini.

L’ultima battaglia in ordine di tempo riguarda gli orari di lavoro e il rispetto della direttiva 88/2003/CE, alla quale l’Italia si è adeguata con colpevole ritardo e che verrà applicata solo dal prossimo anno. Consulcesi rappresenta però, da oltre vent’anni, la realtà più attiva nel nostro Paese nella battaglia portata avanti per il riconoscimento dei compensi negati – o corrisposti solo parzialmente – ai camici bianchi durante gli anni di scuola post-laurea. I professionisti interessati sono sia coloro che si sono immatricolati negli anni accademici 1982-1991, cui non è stata corrisposta la borsa di studio prevista da alcune direttive europee, sia coloro che hanno frequentato gli anni accademici 1994-2006, per i quali il lavoro è stato retribuito solo parzialmente. Il totale dei rimborsi riconosciuti, ad oggi, dai Tribunali di tutta Italia in favore dei medici che si sono affidati a Consulcesi ha già raggiunto la cifra record di oltre 362 milioni di euro. Di questi, oltre 60 sono stati materialmente consegnati soltanto nel corso degli ultimi mesi. Ma sono tantissimi i professionisti che ancora non hanno ricevuto quanto spetta loro di diritto. Per questo Consulcesi continua a promuovere azioni collettive, forte di una giurisprudenza ormai totalmente favorevole al ricorrente e che segue un iter sempre più veloce. Il rischio di esborso totale da parte dello Stato supera i quattro miliardi di euro.

È per evitare un simile scenario che Consulcesi ha coinvolto il mondo istituzionale e politico per trovare una soluzione definitiva. E dopo essersi fatta promotrice di due Disegni di Legge già all’attenzione del Parlamento e volti a trovare un accordo transattivo – valido però solo per coloro che avranno presentato domanda presso le sedi giudiziarie competenti –, nelle ultime settimane la principale forza di governo ne ha depositato un terzo al Senato, a riprova di un interesse bipartisan alla risoluzione del problema. Si tratta in tutti e tre i casi di una soluzione valida, l’unica praticabile per garantire allo stesso tempo i legittimi interessi dei medici e l’esigenza dello Stato di contenere i costi.

“Foto specializzandi”: alcuni dei giovani medici che hanno partecipato al confronto sulle specializzazioni sul caos test insieme al presidente dell’Ordine dei Medici di Pisa Giuseppe Figlini e all’avvocato Cristiana Peghini, legale di Consulcesi;

I milioni riconosciuti vengono consegnati ai medici con una cadenza oramai mensile, in quel che è diventato un vero e proprio “tour dei rimborsi” che ha toccato le principali città italiane. L’ultima tappa è stata effettuata proprio a Pisa, dove sono stati consegnati tre milioni di euro. A fare gli onori di casa il presidente dell’Ordine Giuseppe Figlini, che in quella occasione si è detto lieto per l’impegno dimostrato da Consulcesi nei confronti dei camici bianchi del futuro: “In questa due giorni, ed è il primo caso in Italia – ha dichiarato infatti Figlini – una delegazione di giovani medici provenienti da Pisa e da tutto il resto della Toscana si sta confrontando nella nostra sede grazie alla consulenza offerta dai legali Consulcesi. Abbiamo fortemente voluto questa iniziativa per trovare la soluzione, con le condizioni economiche migliori, per affrontare e risolvere il problema creatosi con il pasticcio dei test di ammissione alle scuole di specializzazione”.

Dopo Pisa tanti altri OMCeO hanno chiesto aiuto a Consulcesi: tra loro anche il presidente dell’Ordine provinciale di La Spezia, Salvatore Barbagallo, che ha infatti voluto mettere a disposizione dei “giovani colleghi” vittime delle irregolarità dei test “la consulenza professionale e qualificata di chi ha una grande esperienza e competenza in materia di tutela legale”, e che “da sempre è vicina alle problematiche del mondo medico, anche per gli aspiranti camici bianchi, avendo già ottenuto sentenze positive dal Tar per le prove di ingresso alle Facoltà di Medicina”. Si tratta dei ricorsi n. 10628/2014 e n. 10629/2014.

“I giovani medici che non sono stati ammessi – spiega l’avvocato Sara Saurini, responsabile dell’Area Legale di Consulcesi – a causa delle numerose irregolarità riscontrate durante i test per le scuole di specializzazione per il 2014, possono fare ricorso e ottenere l’accesso immediato ai corsi presso il proprio ateneo e il risarcimento per il danno professionale subito. A disposizione ci sono già oltre 350 tra avvocati e consulenti legali che rispondono gratuitamente al numero verde 800.122.777 o sul sito internet www.consulcesi.it”.