M.L. Di Cicco, M. Pifferi, M. Piras, G. Saggese

Sez. Pneumologia e Allergologia Pediatrica – U.O. Pediatria 1 – AOUP

La fine dell’estate rappresenta per i pediatri l’inizio della vera “stagione calda”. A causa delle mutate condizioni climatiche e della riapertura di asili e scuole i bambini hanno, infatti, ripreso ad ammalarsi, manifestando prevalentemente infezioni a carico dell’apparato respiratorio.

Le infezioni respiratorie sono eventi molto comuni nei bambini, soprattutto in età prescolare, a causa della fisiologica immaturità del sistema immunitario e delle peculiarità anatomiche e funzionali delle vie aeree in questa epoca della vita. Questi bambini possono andare incontro, nel corso di un anno, fino a 6 infezioni respiratorie, di cui il 75% a carico delle vie aeree superiori e l’80% sostenute da virus.

I fattori favorenti le infezioni respiratorie sono soprattutto ambientali e ciò è vero soprattutto in età pediatrica: i bambini inalano, infatti, un volume d’aria doppia per Kg di peso corporeo rispetto ad un adulto. Nell’ambito scolastico, quindi, le patologie infettive si trasmettono rapidamente proprio perché i bambini, soggiornando per lunghi periodi in spazi ristretti, vengono esposti a veri e propri aerosol di virus e batteri, con elevata probabilità di contrarre infezioni. Il ricorrere delle infezioni respiratorie è facilitato anche dall’esposizione al fumo passivo, che interferisce con le difese dell’apparato respiratorio incrementando del 50% la frequenza delle infezioni respiratorie acute in età pediatrica. Effetti analoghi hanno anche l’inquinamento da traffico veicolare e quello industriale. Come se ciò non bastasse, uno stile di vita sedentario porta i bambini a trascorrere la maggior parte del proprio tempo in casa, ed è quindi di fondamentale importanza garantire nelle case condizioni ottimali di qualità dell’aria e di umidità e temperatura, dal momento che anche gli effetti negativi dell’inquinamento indoor sulla salute respiratoria sono noti da tempo.

Tutti questi fattori non incidono solo sull’insorgenza di manifestazioni respiratorie acute, ma anche su quella della malattie respiratorie croniche quali l’asma bronchiale: la prevalenza di questa condizione è, infatti, in continuo aumento e attualmente si stima che in Italia il 10% della popolazione pediatrica ne sia affetta. In questi bambini le infezioni e la scarsa qualità dell’aria facilitano, inoltre, la comparsa di crisi d’asma, talora di grado severo.

L’impatto sociale dell’elevata morbilità respiratoria pediatrica è divenuto quindi sempre più importante in termini di giorni di scuola persi dai bambini e di altrettanti giorni lavorativi persi dai genitori. Si comprende, quindi, come la Pneumologia Pediatrica rappresenti una branca fondamentale della Pediatria, tanto che la U.O. Pediatria dispone di una Sezione interamente dedicata a questo tipo di patologia. La Sezione di Pneumologia e Allergologia Pediatrica conta circa 1000 visite ambulatoriali all’anno con l’attività di diagnosi e trattamento di tutta la patologia respiratoria ed in particolare dell’asma bronchiale, oltre che la presa in carico di pazienti ospedalizzati affetti da patologia respiratoria severa di natura allergica e/o infettiva.

Il Laboratorio di Fisiopatologia Respiratoria permette inoltre di valutare la funzione respiratoria nel bambino, con la possibilità di eseguire la spirometria e la pletismografia, il test di broncodilatazione farmacologica, il test da sforzo, la misurazione della diffusione del monossido di carbonio (DLCO) e la misurazione dell’ossido nitrico nell’aria espirata (eNO). Sono inoltre disponibili il test del sudore secondo la metodica di Gibson e Cooke e l’induzione e la raccolta dell’espettorato per valutazione citologica, batteriologica, virologica e dei mediatori della flogosi. Per quanto riguarda l’ambito allergologico, presso la Sezione è possibile eseguire i prick test per allergeni inalanti e alimentari, il dosaggio delle IgE specifiche (compresa la diagnostica molecolare) e il test di scatenamento con la somministrazione orale degli alimenti. Infine, presso la Sezione è possibile eseguire i test utili alla diagnosi della Discinesia Ciliare Primaria, condizione rara in cui il meccanismo di difesa rappresentato dall’attività delle ciglia dell’epitelio respiratorio è compromesso, con conseguente comparsa di infezioni respiratorie ricorrenti: in particolare, è possibile eseguire la misurazione dell’ossido nitrico nasale, l’analisi del movimento delle ciglia dell’epitelio respiratorio al microscopio ottico a contrasto di fase, il campionamento per l’esame morfometrico ultrastrutturale al microscopio elettronico mediante brushing nasale e le colture delle cellule ciliate per la valutazione della ciliogenesi in un ambiente privo di noxae patogene. È inoltre disponibile, grazie alla collaborazione con l’U.O. di Genetica dell’AOUP, anche l’analisi mutazionale dei geni in causa in questa condizione (all’ottobre 2015 sono ben 33).