P. Garzia

Responsabile Ufficio Stampa e Comunicazione IRCCS Istituto Auxologico Italiano

L’Istituto Auxologico Italiano è la prima struttura ospedaliera al mondo a dotarsi di due stanze di tecnologia “Cave”.

È la versione 2.0 della riabilitazione fisica e cognitiva, la tecnologia messa in campo dall’IRCCS Auxologico Italiano di Milano. L’Istituto ospedaliero – specializzato anche nella ricerca sulla Realtà Virtuale Immersiva applicata alle terapie riabilitative – ha presentato nel corso dell’anno della Realtà Virtuale l’atteso progetto che ha condotto alla realizzazione dei Cave, due ambienti adibiti per l’attuazione di programmi virtuali a sostegno dell’intervento terapeutico.

La Realtà Virtuale, ed in particolare la Telepresenza Immersiva Virtuale (TIV), offre un approccio innovativo per supportare il recupero funzionale delle abilità nei pazienti affetti da disturbi cognitivi nelle fasi iniziali, disturbi motori quali ictus o malattia di Parkinson, disturbi psicologici come ansia, fobie o stress. Questa metodica consiste nell’esecuzione di programmi virtuali finalizzati a promuovere l’esercizio delle funzioni compromesse al fine di gestire, superare, ridurre o compensare i deficit. I programmi di riabilitazione TIV si basano sull’esecuzione di attività con livelli di difficoltà graduabili all’interno di un dispositivo immersivo (Cave) che simula in modo estremamente realistico e interattivo situazioni e contesti di vita quotidiana. Il trattamento riabilitativo mediante realtà virtuale consiste in sedute individuali di circa 30-45 minuti ciascuna, condotte da un terapista occupazionale o da un fisioterapista o da uno psicologo durante le quali il paziente, insieme al terapeuta, si muove e svolge semplici compiti e attività della vita quotidiana.

Grazie al Cave, una intera stanza virtuale dove si sperimenta la Telepresenza Immersiva Virtuale (TIV), è possibile simulare i tipici scenari in cui vengono trattati alcuni disturbi tra cui quelli cognitivi nelle fasi iniziali, motori quali quelli conseguenti a ictus e Parkinson, o psicologici come ansia, fobie, stress. Questo approccio innovativo consente, infatti, di migliorare l’efficacia dei programmi di riabilitazione per alcune funzioni compromesse, al fine di gestire, superare o ridurre tali deficit e consentendo al paziente di beneficiare del supporto terapeutico negli ambienti in cui si sviluppano comunemente i disturbi.

“Il Cave costituisce uno strumento straordinario per la riabilitazione nel post ictus, nelle fasi iniziali della demenza senile o per la cura di malattie come il Parkinson. Grazie a questa tecnologia è infatti possibile, ad esempio, facilitare il ritorno a casa dell’anziano, simulando situazioni di vita quotidiana ma in un ambiente controllato” – spiega Marco Stramba-Badiale, direttore del Dipartimento Geriatrico-Cardiovascolare e del Laboratorio Sperimentale di Ricerche di Riabilitazione e Medicina Cerebrovascolare dell’Auxologico di Milano.

Nel Cave vengono riprodotti su tre schermi e sul pavimento ambienti domestici ed esterni generati dal computer e con i quali il paziente può interagire utilizzando un joystick. Il paziente indossa dei particolari occhiali simili a quelli utilizzati per la visione tridimensionale (3D) al cinema o alla televisione e gli vengono inoltre applicati sensori di posizione che rilevano i suoi movimenti per trasmetterli al computer. Tale approccio consente al paziente di sperimentarsi con successo negli esercizi e sviluppare gradi crescenti di autonomia, ulteriormente supportati dalla costante supervisione del terapeuta. La metodica utilizzata dai nostri terapeuti ha riscontri nella letteratura scientifica internazionale e si avvale di esperti di chiara fama nel campo.

Dal punto di vista strettamente tecnologico, il Cave è un sistema integrato che permette di ricostruire una realtà vera, considerando le sollecitazioni cognitive, uditive e visive (e nello sviluppo del progetto pure olfattive e tattili). Grazie alla visione 3D stereostopica, legata a un sistema di tracciamento della posizione, il sistema permette una corretta lettura degli spazi, dei volumi e delle distanze, dando così la netta sensazione di essere immersi all’interno della scena virtuale proiettata sugli schermi.

Il progetto del Cave è stato realizzato in intesa con il Ministero della Salute e in conto capitale di circa 1 milione di euro (50% a carico della struttura ospedaliera milanese). L’Auxologico si occupa, infatti, da oltre vent’anni della ricerca nelle applicazioni cliniche della Realtà Virtuale.

Forge Reply è il partner tecnologico scelto da Auxologico nella progettazione e realizzazione del CAVE, mettendo a disposizione competenze uniche ed altamente specializzate sull’integrazione di sistemi di realtà virtuale immersiva, declinandole per la prima volta sul territorio nazionale in ambito medicale.

“L’applicazione a fini terapeutici è la nuova frontiera della realtà immersiva – dichiara Filippo Rizzante, CTO di Replye questo progetto del CAVE di Auxologico ne è il primo esempio, unico in Italia. Forge Reply ha contribuito mettendo in campo le proprie competenze specializzate nella progettazione di sistemi di realtà immersiva e realtà virtuale, dando la possibilità ai pazienti di poter fruire di un nuovo percorso riabilitativo basato su tecnologie innovative”.

“L’attenzione verso la Cybertherapy nasce dall’esigenza di trovare soluzioni d’avanguardia in ambito psicologico-riabilitativo” – ha aggiunto il Prof. Giuseppe Riva, direttore in Auxologico del Laboratorio di Tecnologia Applicata alle Neuroscienze, ricordando che “questa tecnologia è stata sperimentata in principio per curare i disturbi di ansia dei soldati americani reduci di guerra”. Giuseppe Riva arriva al compimento del progetto del Cave dopo 20 anni di studi sulla Realtà Virtuale, vantando il più cospicuo numero di pubblicazioni al mondo.

I vantaggi rispetto alle tecniche tradizionali di riabilitazione

I principali vantaggi della riabilitazione TIV rispetto alle tecniche tradizionali sono:

· la possibilità di situare l’esercizio riabilitativo in un ambiente che riproduce le caratteristiche degli ambienti di vita;

· la stimolazione multisensoriale;

· l’opportunità di adattare la difficoltà degli esercizi in modo dinamico rispetto alle abilità acquisite dal paziente;

· il monitoraggio sistematico degli indicatori di performance durante l’esercizio riabilitativo.