Alice Sanpaolesi de Falena

Dottore Commercialista Revisore Contabile

La notizia è recente, solo di alcuni giorni fa: gli Studi di Settore saranno aboliti. Gli Studi sono nati nel 1993 e consistono in una raccolta di informazioni che il contribuente, professionista o imprenditore, deve comunicare annualmente all’Agenzia delle Entrate quale allegato alla dichiarazione dei redditi. Le informazioni richieste spaziano dai dati risultanti dalla contabilità (dettaglio dei costi e dei ricavi) al numero delle sedi utilizzate, alle attrezzature, al tipo di attività svolta e al numero di ore e giornate lavorative dedicate all’attività. In sostanza il progetto degli “Studi” era quello di creare per ogni attività lavorativa autonoma dei dati di riferimento statistici sulla base dei quali procedere alla analisi delle singole attività. Nella loro vita gli Studi si sono arricchiti di anno in anno di nuove tabelle e di dati da fornire, e l’utilizzo per il quale erano nati, ovvero quello di individuare i soggetti che maggiormente si discostavano dalla congruità e pertanto da assoggettare a verifica fiscale, si è trasformato in strumento di evidenza di “evasione”. La crisi economica che da alcuni anni ha colpito l’Italia ha indotto il legislatore ad inserire negli Studi dei correttivi “anti crisi” ma talvolta anche i correttivi non sono sufficienti a rappresentare le reali difficoltà dei soggetti analizzati. E’ da sottolineare come anche le pronunce giurisprudenziali abbiamo disatteso il principio di verifica “a tavolino” basata sullo Studio di Settore, rendendo per l’Amministrazione difficoltoso procedere ad accertamenti fondati esclusivamente sui dati forniti dal contribuente attraverso lo Studio. Ad esempio è evidente che il consumo di gas per un ristorante non può essere utilizzato come indicatore di una attività a pieno regime che somministra un gran numero di pasti: semplicemente il ristorante deve essere (almeno in inverno) costantemente riscaldato in attesa dei clienti che potranno o non potranno arrivare.

L’Agenzia delle Entrate insieme al SOSE (Soluzioni per il Sistema economico spa) ha comunicato che al posto degli Studi, gradualmente, arriveranno gli “Indicatori di Compliance”. Già nella prossima dichiarazione dei redditi gli Studi di Settore saranno snelliti, in attesa che i nuovi strumenti siano disponibili. Di fatto gli “Indicatori” saranno dati sintetici che forniranno il grado di affidabilità del contribuente. Una vera e propria pagella con voti da 1 a 10, una pagella costruita statisticamente per settore di attività ma che utilizzerà i dati forniti negli ultimi 8 anni, e impiegherà statisticamente maggiori informazioni contabili. Pare sarà compito dell’Agenzia comunicare al contribuente il “grado di affidabilità” al fine di incentivarlo eventualmente ad un adeguamento spontaneo. Da aggiungere che ai contribuenti che otterranno ottimi voti sarà dedicato un regime premiale, con tempi di rimborso più rapidi, l’esclusione da alcuni tipi di controllo, la riduzione dei termini ordinari previsti per gli accertamenti. Vedremo!

(Fonte “Il Sole 24 Ore”)