Vanessa Galli

Odontoiatra – Consigliera ANDi Pisa

Ho cominciato a sentir parlare del progetto FIXO (Formazione e Innovazione Per l’Occupazione) qualche mese fa durante una riunione del Consiglio ANDI di Pisa.

Il programma nazionale FIXO supporta l’inserimento nel mondo del lavoro di giovani neolaureati fino all’età di 29 anni e prevede la possibilità   per i soci ANDI di assumere nel proprio studio un odontoiatra neolaureato, iscritto ad ANDI, per un periodo minimo di un anno, con un contratto di apprendistato di alta formazione; la Regione Toscana  contribuisce alla remunerazione dando al professionista “datore di lavoro” un finanziamento di seimila euro in caso di contratto a tempo pieno o una cifra in proporzione minore in caso di tempo parziale (minimo 24 ore settimanali). Il neolaureato durante il periodo di apprendistato deve frequentare un master universitario o una scuola di specializzazione o  un dottorato di ricerca.

Per vedere di far chiarezza sui vari punti e  per illustrare i dettagli del progetto e rispondere a dubbi e domande  degli eventuali interessati all’attuazione del progetto FIXO e relativo contratto, la dott.ssa Micheletti, presidentessa della sezione ANDI di Pisa, ha organizzato a Maggio un incontro con il Prof. Mario Gabriele presidente del Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria dell’Università di Pisa,  la  dott.ssa  Simonetta Parenti  di Italia Lavoro e i soci ANDI. Durante l’incontro , la dottoressa Parenti ha parlato del progetto spiegandone la sostanza e la finalità. L’Apprendistato di Alta Formazione e Ricerca è una forma contrattuale molto innovativa ma ancora poco conosciuta ed utilizzata dalle imprese, l’offerta regionale riconosce la partecipazione della Regione Toscana alle spese. La dottoressa Parenti ha sottolineato anche il ruolo importante dell’Università nel proporre agli apprendisti i propri percorsi formativi: Master di I° e II° livello, corsi di Specializzazione e Dottorati di ricerca..

Prima di illustrare, a chi è interessato,  il percorso da seguire  per la realizzazione del progetto FIXO devo fare una piccola premessa di carattere personale; la mia esperienza professionale nel mondo odontoiatrico, come quella di tanti, è iniziata all’interno della Clinica Odontoiatrica di Pisa dove il prof. Bandettini, prima, e il prof Gabriele e la prof. Giuca, poi, si sono occupati della mia formazione, sono sempre stati disponibili e pronti ad aiutarmi quando gli interventi da realizzare sui miei pazienti richiedevano un’esperienza superiore alla mia; non avendo familiari “dentisti” sono stati per me davvero fondamentali. Mi sono sempre ripromessa, negli anni, di offrire, nel mio piccolo, un aiuto ai giovani neolaureati lasciando aperte le porte del mio studio, cercando di trasmettere la mia esperienza, come per restituire un favore ricevuto, consapevole comunque che avere un rapporto continuativo con i docenti universitari aiuti tantissimo nel mantenersi aggiornati e, consapevole di avere sempre da imparare per una progressiva e continua crescita professionale.              

Per questo il progetto FIXO mi aveva colpito fin dall’inizio e mi era sembrato veramente innovativo: ho pensato che ci potesse essere un interesse reciproco per un odontoiatra neolaureato che non ha “grande” esperienza professionale e uno studio odontoiatrico privato che avesse intenzione di inserire nel suo organico, nel tempo, un nuovo professionista avendo in questo modo un anno di tempo per conoscersi, garantendo al neolaureato comunque uno stipendio mensile senza sovraccaricare lo studio privato di spese elevate per la presa in carico di un nuovo dipendente. D’altro canto è giusto dare delle opportunità di lavoro seriamente regolamentate ai giovani professionisti senza vincolare eccessivamente né il lavoratore né il datore di lavoro, perché nella quotidianità  di uno studio odontoiatrico, dove si trascorrono fianco a fianco tante ore, è fondamentale conoscersi bene prima di impegnarsi a lavorare insieme “lungamente”, per creare un buon lavoro di squadra che sicuramente giova anche all’interesse dei pazienti.

Inoltre il vincolo universitario ritengo, per ciò che detto prima,  rappresenti una buona garanzia per la continua formazione di un giovane odontoiatra; mi è capitato spesso di vedere negli anni giovani odontoiatri che, una volta intrapresa la libera professione e ottenuti i primi guadagni, si siano lasciati alle spalle il mondo formativo universitario che, invece, nella mia esperienza, è stato tanto importante e mi ha permesso di  vedere patologie e interventi e di imparare protocolli terapeutici che, in uno studio privato, capita raramente di poter vedere e attuare.

Ho conosciuto la dottoressa Chiara Cinquini, colei che è diventata la mia apprendista da giugno,  laureata a pieni voti in Odontoiatria e Protesi Dentaria , durante il suo tirocinio presso l’ambulatorio ASL di Vecchiano; l’Università di Pisa si è convenzionata infatti l’anno scorso con la ASL per far fare agli studenti del 6° anno delle ore di tirocinio negli ambulatori di Odontoiatria del territorio. Io e Chiara abbiamo deciso di cogliere al volo questa opportunità, per aiutarci reciprocamente nel lavoro e, finalmente, a fine luglio, siamo riuscite a firmare il contratto, forse il primo in Italia, mi ha detto la dottoressa Parenti. La cosa non mi ha stupito perché la procedura per definire praticamente il contratto non è stata semplice, ma adesso che ho le idee più chiare la posso schematizzare per tutti gli interessati:

• Come primo punto vi consiglio di parlare con il vostro commercialista perché l’introduzione di un apprendista nello staff dello studio incide negli studi di settore ed è bene chiarire fin dall’inizio se sia meglio stipulare  un contratto a tempo pieno o tempo parziale, a seconda delle varie esigenze

• Una volta deciso di proseguire con il contratto è necessario stabilire un rapporto con l’Università; all’interno dell’ufficio dove si occupano del Job placement dell’Università di Pisa c’è una sezione dedicata ai tirocini e all’apprendistato; il progetto FIXO prevede che lo studio odontoiatrico si convenzioni con l’Università e che venga quindi redatto un piano formativo individuale relativo all’assunzione con un progetto di ricerca e un tutor universitario. L’ufficio tirocini di Pisa, nelle persone delle dott.sse Magliocchi, Trenta, Alfarano e del dott. Castellani, con l’aiuto anche della dr.ssa Parenti, ci hanno fornito tutta la documentazione da compilare e firmare per presentare la domanda di convenzione. All’interno del progetto formativo vengono stabiliti l’orario di lavoro e quello di formazione dell’apprendista (interna allo studio e esterna, cioè relativa alle ore da dedicare alla formazione universitaria). La formazione interna non può essere inferiore al 20% del monte orario contrattualmente previsto e questo implica che il professionista, datore di lavoro, si organizzi per dedicare tempo e energie adeguate a insegnare all’apprendista. La formazione esterna, nell’accordo di convenzione con l’Università, non risulta obbligatoria; questo punto non sono ancora riuscita a chiarirlo in quanto il progetto FIXO richiede comunque che l’apprendista si iscriva ad un corso universitario e quindi queste ore di formazione, a mio parere, dovrebbero risultare obbligatorie.

• Una volta ottenuta la convenzione con l’Università, abbiamo trasmesso tutta la documentazione al mio commercialista che ci ha fornito il contratto di apprendistato, che è inquadrato al livello 2 del C.C.N.L. settore Studi Professionali.

• Per quanto riguarda i contributi della Regione Toscana ci sono due opzioni: si possono richiedere all’inizio del contratto (la Regione richiede una fideiussione bancaria a garanzia perché ovviamente il contratto potrebbe non essere portato a termine e quindi il contributo viene praticamente decurtato di circa il 15%), o alla fine (in questo caso “dovrebbe” venir erogato per intero).

• La dottoressa Cinquini in questo periodo sta seguendo l’apertura dei bandi per i master presso l’Università di Pisa per presentare la domanda di iscrizione non appena possibile. E’ chiaro che un apprendista può iscriversi ad un master anche in altra sede universitaria purché gli orari di frequenza al corso siano compatibili con quelli di lavoro. E’ possibile anche frequentare, contestualmente al contratto, una scuola di specializzazione ma, sinceramente non so se attualmente siano state ripristinate, o fare un dottorato di ricerca.

Concludo ringraziando, anche a nome della dottoressa Chiara Cinquini, tutte le persone che ci hanno aiutato nella realizzazione pratica di questo contratto. L’accordo firmato da ANDI per questo progetto è stato sicuramente un passo fondamentale per aiutare i giovani nell’inserirsi nel mondo del lavoro e per dare ai “più maturi” (diciamo così) l’opportunità reale di “formare” dei giovani colleghi da inserire nella propria realtà professionale e ai quali lasciare la propria esperienza come eredità.

Potete contattarmi per domande e chiarimenti. Il presidente CAO di Pisa  dott. Trivelli e la dott.ssa Micheletti hanno tutti i miei contatti.