Alice Sanpaolesi de Falena

Dottore Commercialista Revisore Contabile

Il POS, acronimo di “Point of sale” è dal 2016 obbligatoriamente presente anche negli studi dei professionisti. Ma nella norma che ne prevedeva l’obbligatorietà non venivano contemplate le sanzioni in caso di inadempienza.

Un decreto in arrivo sancirà oltre alle esenzioni (liberi professionisti che lavorano in studi associati e non hanno rapporto diretto con la clientela) le sanzioni previste che a quanto pare ammonteranno a 30,00 per ciascuna operazione negata al richiedente. L’obiettivo è quello di rendere “ tracciabili” tutti i pagamenti per ridurre l’evasione fiscale, e contestualmente accorciare le distanze dagli altri Paesi Europei in fatto di utilizzo della moneta elettronica (l’Italia è attualmente penultima nell’Unione, peggio la Grecia). Dal Ministero dell’Economia assicurano che stanno lavorando per trovare accordi con le banche per rendere meno  gravose le commissioni bancarie che pesano sulle singole operazioni effettuate tramite POS che i professionisti debbono sostenere, d’altra parte dalla Banca d’Italia precisano che i costi di gestione legati ai contanti pesano per circa 8 miliardi di euro l’anno sul sistema Paese.

Un’altra novità in arrivo che sarà (così riferiscono dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) contenuta nella Legge di Stabilità per il 2018 riguarda il mondo delle detrazioni fiscali collegate agli interventi sugli immobili. Già conosciamo le detrazioni concesse per le ristrutturazioni edilizie ma sarà soprattutto in ambito di sicurezza e di risparmio energetico che verranno a rafforzarsi. In effetti oltre al “Bonus Casa” la detrazione per il “Risparmio Energetico” vedrà rimodulato il risparmio fiscale in termini di risultati raggiunti ma soprattutto verrà potenziato il “Sisma Bonus” che ha ad oggetto tutta una serie di attività di adeguamento sismico effettuate sugli immobili. Tra le attività sono ricomprese quelle relative alle spese sostenute per l’adeguamento sismico degli edifici ricadenti in zona 1 e 2 (altissima e alta pericolosità sismica) con una detrazione pari al 50% di quanto pagato per un massimo di 96.000,00 euro da spalmare in cinque rate annuali. Per gli interventi volti a ridurre il rischio sismico degli immobili posti nelle zone 1,2,3, (Pisa risulta classificata quale zona sismica 3) la detrazione è pari al 70% se l’edificio dopo gli interventi passa ad una classe inferiore di rischio terremoto, all’80% se la riduzione è di due classi, infine il Sisma bonus riguarda anche i condomini che effettuano lavori di riduzione del rischio sismico sulle parti comuni e sull’intero edificio con detrazioni corrispondenti al 75% e all’85% a seconda del risultato raggiunto. I lavori debbono essere eseguiti entro il 31 dicembre 2021. Infine una misura allo studio del Ministero è quella di rendere totalmente detraibili le spese sostenute per la classificazione sismica e verifica sismica degli immobili, in modo tale da sensibilizzare i proprietari e diffondere la cultura della prevenzione del rischio sismico. Per le conferme attendiamo la Legge di Stabilità.

(Fonte “Il Sole 24 Ore”)