M. Petrini – M.R. Metelli – S. Galimberti U.O. Ematologia – A.O.U.P.

L’ematologia continua a stupire con i rapidissimi progressi nella terapia di malattie considerate incurabili. Le innovazioni  della biologia molecolare e della ingegneria genetica trovano in questa disciplina applicazioni più rapide che in altri settori. Le terapie “immunologiche” che indirizzano o attivano le difese contro le neoplasie ne sono un esempio illuminante.

I trattamenti che mirano a bloccare quelle specifiche mutazioni capaci di determinare leucemie hanno, negli ultimi anni, determinato impensabili progressi di alcuni tipi di malattie maligne e la possibilità di modificare geneticamente le cellule immunitarie costringendole ad aggredire quelle tumorali costituiscono la nuova frontiera delle cure di leucemie altrimenti incurabili.

Queste nuove terapie, oggi disponibili nei principali centri, hanno, tuttavia necessità di notevole esperienza specifica e di laboratori molto avanzati: la diagnosi molecolare, infatti, è indispensabile per le terapie personalizzate e per orientare trattamenti estremamente costosi in modo da curare solamente i pazienti che ne possano trovare beneficio e per il minor tempo possibile.

L’Ematologia di Pisa ha recentemente completato il nuovo laboratorio dedicato alla diagnosi immunologica e molecolare delle patologie neoplastiche.

Il Laboratorio, realizzato da AOUP con il contributo sostanziale di AIL e dell’Associazione Michele Cavaliere è dotato delle più moderne attrezzature e basa la sua produzione su ricercatori di comprovata esperienza.

Poiché  il costo delle analisi è elevato e le difficoltà tecniche  molto rilevanti, il laboratorio si pone come riferimento per tutta l’area vasta e, per alcuni tipi di test, per l’intera regione. Tuttavia lo sforzo diagnostico e la necessità di ripetibilità e precisione ha imposto ai ricercatori di confrontarsi con le più rilevanti strutture nazionali ed internazionali sottoponendo i propri risultati a verifiche in altre strutture e a confronti metodologici molto impegnativi. Su queste basi il Laboratorio dell’Ematologia di Pisa diretto, per la parte  analitica dalla Dottoressa Metelli e per quella di ricerca dalla Professoressa Galimberti è divenuto centro di riferimento nazionale per patologie neoplastiche. In particolare sul laboratorio confluiscono i campioni di altri centri italiani per quanto riguarda lo studio molecolare dei linfomi e delle leucemie. Il laboratorio della ematologia di Pisa partecipa attivamente ai networks per la leucemia mieloide cronica ed acuta, networks che riuniscono i più importanti laboratori italiani ed assicurano ai pazienti test uniformati su scala nazionale ed internazionale.

Da un punto di vista strettamente di ricerca, inoltre, la struttura è entrata a far parte della rete europea per la diagnostica molecolare ematologica nei linfomi e del network europeo di genomica “Harmony”.

Le tecniche molecolari sono integrate, nel laboratorio, con quelle classiche morfologiche e con quelle immunologiche in modo da completare la  diagnosi e ridurre i tests necessari per raggiungerla: la citofluorimetria – raggruppata per l’intera AOUP presso questo laboratorio – integra e completa le valutazioni diagnostiche ematologiche fornendo, sotto la guida del Dott Carulli, una copertura diagnostica totale per i Pazienti.

Il risultato di questa attività consente una più fine stratificazione dei pazienti in modo da determinare la terapia individuale e valutarne l’efficacia. Ancora più promettente è la possibilità di valutare l’eventuale presenza di malattia a livelli di espressione altrimenti indeterminabili (malattia minima residua) in modo da stabilire se sia possibile interrompere un trattamento estremamente costoso e potenzialmente tossico ma, ancor più interessante, riconoscere molto precocemente la ricomparsa di una patologia apparentemente scomparsa (in remissione) in modo da poterla nuovamente aggredire prima che si manifesti clinicamente. Quello dello studio della malattia minima residua è un tema di ricerca portato avanti costantemente a Pisa da oltre venti anni.

Le avanzate tecniche oggi disponibili presso questi laboratori permettono, inoltre, di valutare i meccanismi con i quali le cellule tumorali riescono a diventare resistenti ai trattamenti: queste conoscenze sono alla base della possibilità di interrompere rapidamente terapie estremamente costose quando diventino inutili evitando la progressione della malattia con l’impego di trattamenti di recentissima introduzione e talvolta addirittura sperimentali che debbono essere ristretti , anche in un’ottica di farmaco-economia, ai pazienti che ne abbiano realmente necessità. Ad esempio, nella terapia della leucemia mieloide cronica l’Ematologia di Pisa è riferimento per i centri dell’area vasta che possono seguire modernamente gli ammalati a domicilio.

La disposizione strutturale in continuità con il reparto e gli ambulatori permette ai medici di indirizzare le ricerche e di guidare i successivi approfondimenti valutando analisi specifiche per il singolo ammalato e riducendo la necessità di studi a ventaglio, estremamente costosi, condotti nella speranza di raggiungere una diagnosi precisa. Inoltre, secondo le più moderne vedute, l’integrazione clinica permette al laboratorio di valutare ed approfondire la diagnosi e  favorisce un immediato riscontro dei risultati che possono essere rapidamente trasferiti in clinica secondo modalità condivise.

La possibilità di concentrare le diagnosi aumenta l’esperienza e riduce i costi, oltre a permettere di  avviare i pazienti a terapie differenziate che possono essere somministrate esclusivamente nei centri maggiori, lasciando la possibilità ai pazienti “più semplici” di essere seguiti in presidi periferici più  vicino alla loro residenza, nell’ottica della ottimizzazione delle cure e delle risorse che rappresenta un valore aggiunto importante sia per il singolo paziente che per la intera collettività.