F. Bonino Instituto di Bio-strutture e Bio-immagini (IBB) del CNR – UPMC Italy – Institute for Health – Fondazione Italiana Fegato (FIF)

Aspettativa e qualità di vita dipendono dall’interazione tra patrimonio genetico (DNA) e ambiente, alimentazione, attività lavorativa e esercizio fisico.

Con l’acronimo DNA Health (Daily and Nightly Assessment of Health marchio depositato) o DNA della Salute si intende promuovere una cura personalizzata della salute a 360o mediante un’analisi fisico-biologica e comportamentale (durante veglia e sonno). Lo scopo è una presa di coscienza (scientificamente fondata) della salute personale, indispensabile per scegliere con equilibrio, responsabilità e piacere lo stile di vita personale più salutare. I programmi sono supervisionati da specialisti in Scienze Mediche, Motorie e della Nutrizione. I risultati sono monitorizzati mediante indicatori soggettivi e strumentali degli esiti.

Valutazione dell’Attività Fisica e Prescrizione dell’Esercizio Fisico Personalizzato

Il programma di esercizio fisico è personalizzato in relazione alle abitudini comportamentali personali mediante una carta d’identità motoria.

Valutazione dello Stile Alimentare e Prescrizione della Dieta Personalizzata

Il programma alimentare è personalizzato a: abitudini, tradizioni culturali e gusti soggettivi, metabolismo basale e distribuzione percentuale del grasso corporeo.

Valutazione della Salute del Fegato come indice della Salute Alimentare e Generale

L’entità e l’andamento del grasso intraepatico costituiscono un indice dell’equilibrio energetico tra calorie introdotte e calorie consumate.

Sovrappeso/obesità, malattie cardio vascolari, metaboliche, neoplastiche e neurodegenerative sono le principali cause di ridotta aspettativa di vita (1). La spia più precoce, che anticipa di anni tali patologie è il fegato grasso, ovvero che contiene lipidi in quantità maggiore del 5% del proprio peso (steatosi epatica 1-3). In Italia circa un quarto della popolazione generale ha il fegato grasso e la prevalenza sale vertiginosamente dopo i 40 anni con valori di oltre il 60% negli ultra-sessantenni. La steatosi non è una malattia di fegato evolutiva se non si complica con l’infiammazione diventando steato-epatite che può evolvere in cirrosi epatica e/o tumore del fegato.  Le principali cause della steatosi epatica sono l’eccessiva introduzione calorica e soprattutto il ridotto consumo di calorie per inadeguati attività ed esercizio fisico, ma Il fegato grasso consegue anche a dimagramento/ malassorbimento, iponutrizione e/o ipovitaminosi con una relazione diretta tra entità della steatosi e gravità di tali patologie (1-3).

Sono universalmente considerati fattori di rischio di malattia cardiovascolare: famigliarità, età  avanzata, sesso maschile, fumo, ipertensione arteriosa,  colesterolo legato alle lipoproteine di bassa densità o LDL-C ≥130 mg/dl,  trigliceridi ≥150 mg/dl,  colesterolo legato alle lipoproteine di alta densità HDL-C <50 mg/dl per la donna e <40 mg/dl per l’uomo), glicemia a digiuno > 100-110 mg/dL, obesità (indice di massa corporea, BMI≥30 kg/m2 ) e filtrato glomerulare renale <60 ml/min/1.73 m2. Per predire il rischio del singolo individuo le società scientifiche hanno sperimentato diverse scale di punteggi assegnati ai principali fattori di rischio sopra indicati.  La scala di riferimento è il Framingham Risk Score (Istituto Nazionale del Cuore, Polmone e Sangue del National Institute of Health di Bethesda, Washington DC, USA) che utilizza la combinazione di punteggi assegnati in base a: età, sesso, sigarette, colesterolo LDL/HDL, pressione arteriosa e glicemia. Gli individui sono classificati in rischio: basso, intermedio, elevato e molto elevato. Il problema è che oltre il 50% degli eventi cardiovascolari riscontrati negli studi prospettici accadono negli individui rischio basso o intermedio. Tali individui possono essere facilmente identificati con la semplice rilevazione non invasiva del fegato grasso mediate ecografia addominale. Inoltre con tale metodica è possibile quantificare il grasso epatico mediante un software applicativo (Steatometro, 4), basato su algoritmi delle misure di parametri ecografici standardizzati. Ciò permette al singolo soggetto di controllare (ogni 6-12 mesi) se stile di vita, attività fisica e alimentazione e/o terapia determinino una riduzione del grasso epatico. Ad esempio una perdita di peso inadeguata, senza equilibrio tra alimentazione e attività fisica può peggiorare la steatosi epatica. Perciò, la misura del grasso epatico garantisce un’accurata valutazione della salute personale come il livello dell’olio del serbatoio del motore costituisce la spia della salute dell’auto. Infine, ogni proposta di prevenzione e/o cura è scientificamente valida se i suoi effetti sono misurabili nel singolo individuo. La misura soggettiva è facile quando ci sono sintomi e segni di malattia da valutare, ma in assenza di questi occorre una misura oggettiva. L’efficacia dei programmi di prevenzione e cura è verificabile in modo adeguato mediante tre misure (Figura 1) dell’equilibrio energetico personale: qualità/quantità dell’attività e esercizio fisico, calorie introdotte con l’alimentazione e grasso intraepatico.

Le misure dell’equilibrio energetico della singola persona