F. Francesca, G. Pomara

U.O. Urologia SSN Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana

Maggiore precisione, più accurata dissezione dei peduncoli nerveo-vascolari,  minime cicatrici sull’addome, ridotta perdita di sangue, minore necessità di farmaci antidolorifici e riduzione delle lunghe degenze, ripresa fisica e funzionale più rapida.

Questo grazie alla visione tridimensionale del campo operatorio, a suture più precise, roboticamente assistite, con la garanzia di ottenere la stessa radicalità chirurgica di interventi a cielo aperto più traumatici.

Questi sono i vantaggi della cistectomia robotica  effettuata in alcuni centri urologici italiani tra cui l’ospedale di Pisa

Questo intervento, che viene effettuato a Cisanello dalla fine del 2016, è sicuramente uno degli interventi più lunghi e complessi della chirurgia urologica. Nel caso di neoplasie vescicali avanzate è però la più efficace terapia curativa, vista l’alta aggressività di tali tumori. Racchiude in sè più interventi: l’asportazione della vescica, della prostata, dei linfonodi regionali e la possibilità di ricostruzione con l’impiego dell’ileo di una neovescica ortotopica. Il tutto senza impiego alcuno della chirurgia tradizionale a cielo aperto. E’ invero possibile confezionare il neoserbatoio, in caso di neovescica ortotopica, o il condotto ileale  a cielo aperto, attraverso una incisione addominale di una decina di centimetri di lunghezza ampliando una delle incisioni chirurgiche eseguite inizialmente per l’inserimento dei Trocars. In alcuni centri italiani viene adottata con questa tecnica mista per ridurre i tempi chirurgici.

L’importante traguardo è stato raggiunto grazie all’esperienza maturata con centinaia di interventi con la tecnologia robotica soprattutto per la patologia oncologica prostatica, ureterale e renale”.

Il potenziamento negli ultimi anni della chirurgia mini-invasiva robotica dell’azienda Opedaliero-Universitaria Pisana, è culminato, il 15 Dicembre u.s., con l’attivazione del centro muldisciplinare di chirurgia robotica, diretto dalla Prof.ssa Melfi (chirurgo toracico). La nuova struttura, che vanta tre sistemi robotici all’avanguardia,  una degenza dedicata, una saletta soggiorno per i pazienti, un’area meeting per la didattica e la formazione, direttamente collegata con le tre sale operatorie, è un indiscutibile fiore all’occhiello della sanità Toscana, Pisana in particolare.

E’ maturo il tempo – che l’asportazione della vescica con metodica mininvasiva robotica sostituisca, salvo in casi eparticolari, la chirurgia tradizionale. L’utilizzo intracorporeo del robot e delle suturatrici meccaniche  ha ridotto il sanguinamento, il rischio di complicanze maggiori, il dolore post operatorio. Il paziente viene dimesso dopo una degenza dimezzata rispetto a quella successiva alla chirurgia tradizionale e con un decorso post-operatorio particolarmente favorevole.

Il maggior problema dell’intervento è la sua durata che frena molti urologi che già hanno famigliarizzato con il robot ad approcciare la tecnica. In una fase iniziale per questo motivo è auspicabile disporre di due equipe – una per il tempo demolitivo e l’altra per quello ricostruttivo che si alternano al “letto chirurgico”. Come sempre con l’esperienza si riducono progressivamente i tempi tanto da consentire  ad un solo chirurgo di completare l’intera procedura. Ad oggi la letteratura non ha riportato differenze di outcome oncologico almeno se si rispettano alcuni principi. Il principale è quello di evitare la contaminazione con urina contenente potenzialmente cellule tumorali della cavità peritoneale. La presenza del pneumoperitoneo potrebbe agevolare l’attecchimento delle cellule neoplastiche sulla sierosa peritoneale, parietale o di altri organi intraddominali. Indubbi sono i vantaggi sul risparmio di sangue e di antidolorifici. In poco più di un anno – la manualità acquisita ci consente  oggi di indirizzare all’approccio robotico la quasi totalità delle cistectomie radicali eseguite nella U.O.