F. Russo

Specialista ORL e in Idrologia Medica, Docente di Medicina Termale – Presidente Associazione Italiana Tecnica Idrotermale (A.I.T.I.)

Il recente evento, tenutosi il 15 novembre scorso presso l’ottocentesco “Salone del Casinò” all’interno delle Terme Jean Varraud di Bagni di Lucca (LU), centro di antica e riconosciuta valenza nel settore, organizzato dalla stessa Azienda Termale, ha offerto una stimolante opportunità di confronto tra esperti della materia e colleghi di medicina generale e pediatri di libera scelta dell’area pisana e lucchese.

Il titolo stesso del convegno, “Il Farmaco Termale”, ha voluto sottolineare l’importanza dei mezzi di cura termali (veri e propri “farmaci”) e delle terapie termali che, a tutti gli effetti, sono riconosciute ed inserite nei LEA, come sottolineato dall’intervento del Dott. Marco Tagliaferri (Responsabile Rete Integrata dei Servizi Riabilitativi, Assistenza protesica e Termalismo – Regione Toscana), il quale ha messo in risalto le potenzialità offerte proprio in questo ambito dal nostro territorio regionale, ricco per numero (30 aziende termali), differenziazione di offerta, professionalità e tradizione storica di importanti risorse crenoterapeutiche.

Autorevole descrizione della situazione nazionale attuale del termalismo è stata offerta dal prestigioso intervento del Dott. Luigi Fasano (Responsabile nazionale Area legale e Relazioni sindacali Federterme-Confindustria), il quale ha illustrato come il Sistema Termale Italiano, con circa 380 strutture, dislocate in oltre 170 città termali, sia capillarmente presente nel nostro Paese e rappresenti una formidabile rete di aziende sanitarie. Le Terme sono, infatti, presenti in quasi tutte le regioni, con la seguente ripartizione tra Nord 46,7%, Centro 14,8% e Sud 38,5%.

Dal punto di vista della produzione, l’industria termale si colloca sia nel settore sanitario e della salute (garantendo cure, benessere e riabilitazione termale) sia in quello dell’ospitalità e del turismo termale.

La specificità dei trattamenti termali richiede, peraltro, una presenza di risorse umane molto qualificata (direttori sanitari, medici, operatori termali, altri operatori) con un’incidenza del costo del lavoro certamente elevata rispetto ad altri settori.

Questa “rete” di professionalità e aziende punta fortemente sulla ricerca scientifica di settore, tramite la Fondazione per la ricerca scientifica termale (FoRST), senza dimenticare l’importanza della formazione continua del proprio personale medico e paramedico.

La Fondazione per la Ricerca Scientifica Termale è un’agenzia di finanziamento della ricerca scientifica; è indipendente, non ha fini di lucro; è riconosciuta dallo Stato, ha lo scopo di promuovere la ricerca, sia clinica sia di base, finanziandola tramite il proprio fondo.

Sono proprio la ricerca scientifica termale ed il modello di welfare termale italiano a fare del nostro sistema termale uno tra i più avanzati in Europa, i cui capisaldi fondamentali sono rappresentati: dal patrimonio naturale delle acque termali, da una regolamentazione rigorosa, dal costante rapporto con la ricerca scientifica e dal dialogo ed il confronto con le istituzioni, sia in Italia sia in Europa.

Accedere alle cure termali è un diritto di tutti; in Italia, infatti, ciascun assistito può usufruire, con oneri a carico del Servizio Sanitario Nazionale, di un ciclo di cure termali, nell’arco dell’anno, per le patologie che possono trovare beneficio dalle cure medesime.

Si ricorderà che per fruire delle cure termali è sufficiente farsi rilasciare da parte del proprio “medico di famiglia” (medico di medicina generale, pediatra di libera scelta o specialista, in una delle branche attinenti alle patologie che possono trovare beneficio dalle cure), la proposta-richiesta da redigersi sul ricettario del Servizio Sanitario Nazionale.

La richiesta dovrà indicare la diagnosi (corrispondente ad una delle patologie che possono trovare beneficio dalle cure termali, individuate dal Ministero della Salute in un apposito elenco allegato al D.M. 15 dicembre 1994 e richiamato dal successivo decreto del 22 marzo 2001), ed il correlato ciclo di cure da praticare.

Accanto alla componente sulle normative, i lavori, anche attraverso gli spunti offerti dagli approfondimenti di taglio farmacologico e di ipotesi sperimentali future (studio del ruolo delle sirtuine in ambito termale) offerti dalla relazione del Prof. Luca Giovannini dell’Università di Pisa e dalle altre relazioni scientifiche, sono stati occasione per contribuire con un corretto approccio medico-scientifico ad un evento ECM. L’evento ha inteso “disegnare” un sintetico ma autorevole percorso formativo dedicato alle tecniche crenoterapiche, partendo dalle fondamentali premesse fisiopatologiche e farmacologiche e, attraverso una precisa disamina delle metodologie applicative, giungere al medico di medicina generale e del pediatra di libera scelta che in tal modo possono disporre di una serie di efficaci strumenti terapeutici spesso non alternativi ma “sinergici” a molti protocolli terapeutici con farmaci o riabilitativi.

I riscontri positivi di questa iniziativa, da me voluta e supportata da una antica Azienda Termale quale le Terme Jean Varraud di Bagni di Lucca, rinnovata nella componente gestionale, ci sarà certamente di stimolo per future iniziative analoghe, sia di carattere generale sia specialistico, in cui poter sviluppare le svariate tematiche offerte da questo settore e, soprattutto, informare e formare circa la conoscenza scientifica e applicativa di questa complessa materia che oggi soffre di una innegabile disinformazione anche fra gli addetti ai lavori che, non di rado, ignorano gli innegabili e dimostrati ritorni positivi di una valutazione costo-benefici per la spesa sanitaria e, quindi, per la collettività.