M. Vaglini

Direttore Centro Interregionale per la documentazione bibliografica e archivistica biomedica

Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria

V. Giuffra

Segretaria Centro Interregionale per la documentazione bibliografica e archivistica biomedica

Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria

L’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria è l’istituzione che gestisce il Museo Nazionale di Storia della Medicina, situato nell’antico Ospedale di Santo Spirito in Lungotevere in Saxia.

Panorama Museo Nazionale Arte Sanitaria presso Ospedale Santo Spirito in Sassia

Nel 1911, in occasione del cinquantesimo anniversario della Proclamazione del Regno d’Italia, si tenne l’Esposizione Internazionale di Roma di Arte Retrospettiva a Castel Sant’Angelo, dove – per iniziativa dei professori Pietro Capparoni e Giovanni Carbonelli, con la consulenza del generale Mariano Borgatti – furono esposti la ricostruzione di una farmacia del XVII secolo,  di un laboratorio alchemico e una sezione dedicata alla storia della medicina. In questa occasione venne rilanciata l’idea di costituire un Museo di Storia dell’Arte Sanitaria, anche per non disperdere il materiale della mostra. Fu così che nel 1920 nacque l’Istituto per il Museo Storico dell’Arte Sanitaria (ISIDAS), che vide tra i soci fondatori la partecipazione di alcuni Ministeri e di benemerite istituzioni. Nel 1929 il Pio Istituto Santo Spirito concesse una sede all’interno dell’Ospedale, e precisamente l’ex corsia Alessandrina. Nel 1934 proprio nella sua villa di San Rossore il re sottoscrisse l’atto di trasformazione da Istituto ad Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria (ASAS) con lo scopo di promuovere studi storico-medici e soprattutto dare vita a un Museo.

Trascrizione del decreto di nomina in Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria sottoscritto dal Re Vittorio Emanuele III nella Villa di San Rossore

L’attuale Museo è composto quindi dalle collezioni storiche, integrate con materiali provenienti dalla Mostra del 1911 e con altre collezioni aggiuntesi in seguito.

La prima in ordine di tempo fu quella donata al Museo da Pietro Capparoni, seguita nel 1931 da quella che Giovanni Carbonelli aveva donato al Comune di Roma nel 1918 e consegnato in deposito permanente al Museo. L’Accademia è formata da 75 membri effettivi, suddivisi in due classi, quella medica e quella biologica (non medica), tra i quali per elezione viene nominato il Consiglio di Reggenza con il Presidente. L’Accademia è sotto la tutela del Ministero dei Beni Culturali  ed opera sul territorio nazionale con i propri Centri Regionali e Interregionali. L’attuale Presidente, prof. Gianni Iacovelli, deliberò nel 2010 la costituzione del Centro Interregionale per la Documentazione Bibliografica ed Archivistica in campo Biomedico, nominando il membro effettivo, dott. Maurizio Vaglini, Commissario del Centro. Il Commissario in questo periodo ha provveduto ad individuare un buon numero di Soci Aderenti, proponendo il Consiglio Direttivo formato dal Prof. Bombardieri Stefano e Prof. Caramella Davide (classe medica), prof. Giuseppe Turchetti (classe biologica) e la dott.ssa Valentina Giuffra quale Segretaria del Centro. Inoltre sono stati individuati tre settori operativi: quello inerente la Storia della Medicina, il cui coordinamento è affidato al prof. Gino Fornaciari, l’archivio delle immagini storiche per la realizzazione di un Museo Virtuale coordinato dal prof. Caramella ed infine il settore della ricerca bibliografica e archivistica, coordinata dallo stesso Maurizio Vaglini. Sono stati già individuati diversi Referenti Regionali, che daranno il loro contributo con iniziative organizzate sul proprio territorio. Il Centro avrà un proprio sito Web, gestito dal dott. Francesco Coschino. Il 29 marzo pressi i Bagni di Pisa è stato quindi  inaugurato il Centro con una Tavola Rotonda  a cui hanno partecipato i vertici dell’Accademia, che hanno presentato la mission della Istituzione sia a livello nazionale che internazionale.

Dunque da “I Bagni di Pisa”, che sarà il punto di riferimento logistico per le varie attività proposte dai Soci  per questo anno accademico,  prende il via questa iniziativa che vede coinvolti molti medici specialisti e figure professionale di diversa esperienza e cultura. Infatti compito principale del Centro è quello di promuovere una serie di studi in ambito medico e sanitario, che, partendo dalla storia, arrivi ai nostri giorni attraverso il recupero e la valorizzazione delle fonti bibliografiche e archivistiche. I programmi, che il Consiglio Direttivo e i Coordinatori stanno elaborando, prevedono progetti volti a riportare alla luce non solo alcuni tratti della storia pisana, ma anche del territorio nazionale proposte dai Referenti Regionali. Il Centro si pone inoltre l’obiettivo di promuovere studi e ricerche sulla letteratura corrente, grazie all’apporto di numerosi specialisti, che  in maniera interdisciplinare, si proporranno per la produzione di revisioni bibliografiche.

Particolare laboratorio alchimista

La letteratura moderna è il frutto di un percorso culturale che si è sviluppato nei secoli. Andarne a recuperare immagini, fatti e avvenimenti per ricondurli all’attualità è sempre un momento di crescita culturale e sociale. Questi sono i temi che sono stati affrontati nell’incontro del 29 marzo, quando il Presidente, prof. Gianni Iacovelli, ha presentato l’attività dell’Accademia, il dott Mario Bernardini, vice presidente e medico giornalista, ha sviluppato l’importanza della comunicazione scientifica, il dott. Nicola Marinosci ha proposto i compiti e le funzioni dei Centri Regionali ed Interregionali accademici. L’incontro si è concluso con l’illustrazione delle varie iniziative che il Consiglio Direttivo del Centro intende promuovere e sviluppare.