A. Zampieri

Libero Docente in Semeiotica Medica – Specialista in Storia della Medicina

Nel XIX secolo notevoli furono i progressi in tanti campi del sapere, specie nella chimica e nella fisica, che dettero alla scienza medica sempre più perfezionati strumenti di indagine. Al merito di aver abbandonato il sistema speculativo, il che portò a seguire criteri di ricerca più validi per il progresso scientifico, si aggiunse quello di  aver creato allora un progredito strumentario, adeguato alle necessità create dal nuovo spirito positivista.

Se la meccanica e la fisica dettero alla fisiologia un valido contributo, non fu da meno la chimica che con le sue scoperte mise le basi della chimica biologica.

Vediamo ora quali furono i personaggi e le principali tappe della Medicina dell’Ottocento.

1 – Anatomia

Nuovi aspetti di ricerca e di indagine si presentarono agli anatomisti, specie per le possibilità offerte dalla tecnica istologica e dalla coltivazione in vitro dei tessuti. Un utile apporto a questi studi fu dato anche dall’edizione di testi molto più precisi, anche se artisticamente inferiori rispetto a quelli del passato. Fra gli studiosi italiani più famosi di allora ricordiamo anzitutto Bartolomeo Panizza (1785-1867), ricercatore geniale ed acuto, insegnante a Pavia, a cui si debbono importanti studi e scoperte, fra cui ricordiamo quelle sull’assorbimento venoso, sulla ghiandola parotide, sulle atrofie nervose, sulla zona corticale visiva e sul IX paio dei nervi cranici.

B. Panizza, Osservazioni…, Pavia, 1830

Un posto importante nella storia dell’anatomia spetta pure a Luigi Rolando (1773-1831): fu professore d’anatomia a Torino dal 1814 alla morte; a lui si devono molti studi sulla struttura del cervello nell’uomo e negli animali e sul midollo spinale; lasciò il suo nome legato al solco centrale che divide il lobo frontale dal parietale e alla sostanza gelatinosa posteriore del midollo. Dei suoi scritti, citiamo quello Della struttura degli emisferi cerebrali, edito nel 1829.

Altri personaggi da ricordare di quel tempo furono Alfonso Corti (1822-76), scopritore dell’organo specifico dell’udito e studioso della retina; Angelo Dubini (1813-1902), che individuò l’anchilostoma duodenale e nel campo dell’anatomia patologica ricercatore instancabile, autore inoltre di un trattato di antropotomia; Filippo Civinini (1805-44), appassionato di osteologia, che illustrò fra l’altro il canale della corda del timpano; Filippo Pacini (1812-83), fra i fondatori dell’istologia moderna: nel 1835, ancora studente, descrisse i corpuscoli di senso tattili che portano il suo nome e nel 1854 individuò per primo il vibrione del colera, dimostrando le gravi alterazioni intestinali da lui prodotte.

F. Pacini, Nuovi organi…, Pistoia, 1840

F. Pacini, Nuovi organi…, Pistoia, 1840

Va citato anche Giambattista Amici, modenese (1786-1863), scienziato, naturalista, ottico, astronomo e matematico, che fu innovatore nel campo della costruzione dei microscopi.

Tra gli anatomici stranieri citiamo Jakob Henle (1809-84) cui si debbono molte scoperte, sull’endotelio dei vasi sanguigni, sui canalicoli renali, sulle cellule epatiche; fu anche patologo e sostenitore, tra i primi, del contagio parassitario: Joseph Hyrtl (1811-94), professore a Vienna ed autore di un volume di anatomia che ebbe 22 edizioni e fu considerato per molto tempo come il miglior testo per gli studenti. Numerosi progressi in questi studi furono dovuti a Friedrich Theodor e Johann Friedrich Meckel, padre e figlio (1756-1803; 1781-1833) e a Carl Heizmann (1836-96), autore di un atlante anatomico.

J.F. Meckel, Manuale d’anatomia…, Milano, 1825

Tra gli studiosi inglesi sono da ricordare Henry Gray (1827-61), studioso di anatomia descrittiva e chirurgica della milza; John Goodsir (1814-67), professore ad Edimburgo e William Turner (1832-1916), autore di un importante manuale di studi. Tra i francesi, sono particolarmente noti Aristide Stanislas Verneuil (1823-95), chirurgo, ma che si occupò anche di anatomia; Philipp Sappey (1810-96), considerato tra i migliori anatomici del secolo ed autore di un noto atlante di anatomia descrittiva; Jean Baptiste Cruveilhier (1791-1874); Alfred Armand Velpeau (1795-1867), chirurgo, ostetrico ed anche anatomico; Joseph Francois Malgaigne (1806-65), chirurgo esperto anche in anatomia; Antoine Portal (1742-1832) ed Ippolite Cloquet (1787-1840), autore di un pregevole atlante anatomico le cui tavole sono da segnalare per l’esattezza dei particolari e la bellezza dell’esecuzione.

2 – Fisiologia

Fra i precursori in questo campo del sapere medico ricordiamo l’italiano Stefano Gallini (1756-1836) che fu insegnante nell’Ateneo padovano ed autore di un libro, Introduzione alla fisica del corpo umano sano ed ammalato, stampato nel 1802, ove dimostrò l’importanza di un riordinamento della fisiologia e della patologia, fondate principalmente su leggi fisiche.

Fra le figure più insigni si deve citare il francese Francois Magendie (1783-1855), che già nel 1809 pubblicò un primo scritto in aperta polemica con la dottrina ancora imperante del vitalismo, affermando che i vari organi invece possiedono una serie di funzioni proprie, che possono essere indagate solo con esperimenti. Notevoli  suoi studi sulle funzioni del cuore, sulla digestione, sull’importanza del sangue nelle malattie, i suoi esperimenti sulle cause del tifo e le indagini in campo farmacologico.

Fra i suoi seguaci, ricordiamo Julien Cesar Legallois (1770-1814) che tentò per primo di localizzare il centro del respirazione nel midollo spinale e Jean Marie Flourens (1794-1867), professore a Parigi di anatomia comparata, che ha il merito di aver condotto studi fondamentali nel campo delle proprietà e funzioni del sistema nervoso dei vertebrati e che considerò gli emisferi cerebrali quali organi della sensibilità e della volontà.

Un posto particolarmente importante fra i fisiologi di questo secolo spetta a Claude Bernard (1813-78), ritenuto il fondatore non solo della moderna fisiologia, ma anche della farmacologia moderna. Geniale studioso e maestro insuperabile, fu autore di tutta una serie di volumi in cui brillantemente espose i risultati dei suoi molteplici studi; la più importante delle sue scoperte è quella della funzione glicogenica del fegato, che lo condussero poi alla individuazine di questa sostanza e del suo consumo con l’attività muscolare. A lui si devono inoltre i primi passi nel campo dell’endocrinologia, sulle funzioni dei nervi vasomotori, sull’importanza del succo pancreatico nella digestione gastrica. Fra i suoi tanti scritti, ricordiamo per la sua importanza il volume Introduction à l’étude de la médecine expèrimentale, del 1865.

C. Bernard, Médecine expérimentale, Paris, 1865

Alla scuola francese appartengono ancora Etienne-Jules Marey (1830-1904) inventore dello sfigmografo, che rese così possibili importanti studi sulla registrazione del polso, e Charles Eduard Brown-Séquard (1818-94), che può essere considerato uno dei fondatori della moderna dottrina endocrinologica.

In Germania sono da ricordare Johannes Mueller (1801-58): il suo volume, Manuale della fisiologia dell’uomo, è particolarmente importante perché vi indica la via da seguire nelle ricerche sperimentali e sistematiche, con tutta una serie di osservazioni e di conclusioni fondamentali. Fra le sue tante scoperte, citiamo la spiegazione della sensazione di colore prodotta nella retina, gli studi sulle corde vocali e sulla voce, le leggi sulle sensazioni degli organi sensori periferici e sulle energie nervose specifiche.

Altre figure di studiosi di quest’epoca furono Jean Purkinje (1787-1869): dopo aver studiato a Praga, ove conseguì la libera docenza con una tesi sui fenomeni visivi, divenne poi professore all’Università di Breslavia; microscopista di grande valore, fu il primo studioso che adoperò il termine di “protoplasma” e fu autore di ricerche fondamentali sulle ghiandole gastriche e sulle cellule nervose.

Ritratto di Jean Purkinje

Notevoli pure i contributi apportati da Hermann von Helmholtz (1821-94): a lui si deve l’introduzione del metodo grafico per studiare le contrazioni muscolari, la scoperta dell’oftalmoscopio, la dottrina delle sensazioni tonali come base fisiologica per la teoria della musica. Di grande importanza inoltre le sue osservazioni in campo dell’ottica, basi fondamentali della moderna oftalmologia.

Per l’Italia si deve ricordare il forlivese Carlo Matteucci (1811-68). Dopo aver studiato a Parigi, tornò nella sua città, dando inizio a tutta una serie di esperimenti volti a studiare l’azione esercitata dall’elettricità sugli organismi animali e a ricerche di indole chimica.

Ritratto di Carlo Matteucci

Nel 1840, chiamato dal granduca Leopoldo, ottenne la cattedra di fisica sperimentale nell’Università di Pisa, dedicandosi interamente ai suoi lavori. La sua più importante opera scientifica fu lo studio dei fenomeni elettrici che hanno luogo negli organismi animali, dei quali dimostrò la natura biologica, che portarono al nascere dell’elettrofisiologia. Le sue fondamentali osservazioni sperimentali, condotte sui pesci elettrici e sui muscoli striati di rana, si svolsero fra il 1836 e il 1844 e furono esposte in una serie di comunicazioni, giustamente apprezzate dagli scienziati del tempo. In questi suoi studi, dimostrò fra l’altro che amputando la coscia di una rana ed applicando un elettrodo sulla superficie dell’amputazione e un altro sull’esterno della muscolatura, il galvanometro rilevava la presenza di una corrente. Con tutta una serie di prove chiarì che ogni attività muscolare viene accompagnata da un fenomeno elettrico.

Pur impegnato in un’intensa attività scientifica e didattica, il Matteucci effettuò numerosi viaggi in Italia e all’estero; di idee liberali, partecipò anche alle vicende politiche del Risorgimento; nel 1860 fu nominato senatore del Regno e due anni dopo ministro della pubblica istruzione nel governo Rattazzi. Fu autore di vari trattati, fra cui Lezioni di fisica, edite a Pisa negli ani 1840-42.

Sono infine da ricordare anche Maurizio Schiff (1823-96), ricercatore instancabile e studioso entusiasta, che si occupò prevalentemente del sistema nervoso, e Giacomo Moleschott (1822-93), un  ardente propugnatore della dottrina materialistica.