Alice Sanpaolesi de Falena

Dottore Commercialista Revisore Contabile

In questi giorni su tutti i giornali si fa un gran parlare dell’introduzione del REDDITOMETRO….ma come è possibile, viene da chiedersi, se già nel lontano 1993 i contribuenti dovettero compilare un complicatissimo modello 740 definito lunare dall’allora Presidente della Repubblica Scalfaro?

In esso infatti era presente il redditometro e si dovevano indicare molti dei dati che ancora oggi sono oggetto dello strumento accertativo: le auto, i metri quadrati degli immobili posseduti (applicando la metodologia di calcolo adottata per la determinazione dell’“equo canone”), le spese sostenute per i collaboratori familiari, le spese per le assicurazioni, gli inquilini dovevano dichiarare l’importo del canone di locazione pagato nell’anno, i proprietari di immobili le rate del mutuo…, i giornali invitavano i contribuenti a calcolare in anticipo il reddito attribuibile in base al tenore di vita e ammonivano: se l’imponibile ottenuto è inferiore al 75% del risultato calcolato con il redditometro bisognerà fare i conti con il fisco…. Ma ancora prima, nel 1932 la Legge n. 1727 del 22 dicembre 1932 andava a conferire maggior vigore all’“imposta complementare sul reddito” con la previsione normativa di un criterio integrativo rispetto ai criteri già previsti per la determinazione dei singoli redditi, infatti la legge in questione prevedeva di doversi tenere conto del tenore di vita del contribuente al fine di poterne ricostruire in via sintetica il reddito….quindi a conti fatti il redditometro compie nel 2013 ben 81 anni! Insomma è un soggetto appartenente alla “quarta età”, ed è possibile sostenere che l’origine del redditometro è antecedente all’art. 53 della Costituzione che tuttavia recita “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva” ove le imposte servono a pagare le spese effettuate dallo Stato e dagli Enti Pubblici al fine di perseguire obiettivi di politica economica e di ridistribuzione delle risorse. Nel 2013 con il redditometro saranno tra i 35.000 e 40.000 i soggetti (persone fisiche) controllati dal Fisco, su un totale di circa 4.000.000 di contribuenti. Come ci hanno più volte spiegato l’individuazione avverrà sulla base di liste selettive  secondo il principio: se hai speso significa che hai guadagnato. D’altra parte, questo meccanismo non è nuovo ai liberi professionisti e alle imprese che con l’introduzione degli “Studi di Settore” già ben conoscono il principio che sono le spese a determinare il reddito e non viceversa…. Ma le tasse, si sa non finiscono mai di stupire, nel 1926 venne istituita una “imposta personale progressiva sui celibi”, venivano “tassati” con un importo fisso a scalare, i soggetti appunto celibi di età compresa tra i 25 ed i 65 anni, esentati i religiosi, i grandi invalidi, gli ufficiali, i sottufficiali e i soldati per i quali “il matrimonio è subordinato a condizioni e limitazioni”. Esentati anche gli stranieri residenti in Italia.

(Fonte “Il Sole 24 Ore”)