R. Trivelli Consigliere CAO Pisa – Presidente ANDI Pisa

 

La riforma dell’Enpam è stata approvata dal Consiglio Nazionale della Fondazione, che in data 24 marzo ha dato il via alle linee guida del riordino dirette a garantire la sostenibilità a 50 anni come richiesto dal decreto “salva Italia “ di fine anno. Alla questione è stato dato ampio risalto dalla stampa e si rimanda per un dettagliato resoconto al numero di marzo del   “Giornale della Previdenza” dei Medici e degli Odontoiatri.

Qui ci soffermiamo su alcuni aspetti salienti della riforma.

a) innalzamento graduale dell’età per la pensione di vecchiaia dagli attuali 65 anni fino a 68 anni dal 2018 in poi.

b) resta possibile andare in pensione anticipata, con limitazioni: come richiesto dal ministro Fornero, l’età minima aumenterà fino a 62 anni dal 2018.

c) Per i liberi professionisti gli iscritti alla Quota “B” l’aliquota contributiva resta il 12,5% fino al 2014. Dal 1° gennaio 2015 ci sarà un aumento graduale dell’1% all’anno fino a un massimo del 19,5% (nel 2021). I contributi versati dal 1° gennaio 2013 verranno trasformati in rendita mensile con un’aliquota di prestazione (o rendimento) dell’1,25%. È previsto anche un aumento del tetto di reddito entro il quale si pagano i contributi ordinari: nel 2013 sarà di 70.000 euro, nel 2014 sarà di 85.000 euro, fino ad agganciarsi, dal 2015 in poi, al massimale stabilito dalla legge per l’Inps. Il metodo di calcolo della pensione resta il contributivo indiretto Enpam.

La riforma entrerà in vigore solo dopo il nulla osta da parte dei ministeri vigilanti.

Si tratta di una riforma pesante per la libera professione che ci colpisce in un momento di crisi economica. Destinare ulteriori risorse alla previdenza aggraverà la situazione economica di molti colleghi e sicuramente creerà minor reddito disponibile nell’immediato. L’inchiesta della Procura di Roma che indaga Il dottor Parodi per truffa aggravata rende ancora più incandescente la situazione. Viste le indagini in corso, qualsiasi interpretazione dei fatti appare inopportuna.

Pisa Odontoiatrica lascia invece spazio agli “addetti ai lavori” perché esprimano il loro parere sulla riforma iniziando di seguito col Dottor Renato Mele, pistoiese con trascorsi universitari nella nostra città, rappresentante toscano nella Consulta ENPAM della libera professione che ci rilascia un commento autorevole e critico sulla riforma.