G. Frittelli – G. Gambaccini – M. Manfredonia – C. Rossi – M.P. Virgili – R. Galli Area Clinico-Assistenziale Degenza Medica, U.O.C. Neurofisiopatologia – Azienda USL 5 Pisa – Ospedale “F. Lotti” Pontedera (Pisa)

C. Pizzanelli – F.S. Giorgi – A. Iudice Centro di Riferimento Regionale per la Diagnosi e la Terapia delle Epilessie – A.O.U.P.

Da sempre l’epilessia è stata vista con timore e diffidenza, per la comparsa di crisi imprevedibili, periodiche, in alcuni casi violente e convulsive, accompagnate da stati d’incoscienza. Tale stigma ha condizionato la vita delle persone con epilessia, in maniera immotivata, basata solo sulla scarsa informazione e su erronei pregiudizi.

Come affermato dall’epilettologo americano Lennox verso la metà del XX secolo, “il soggetto con epilessia soffre per tutto ciò che la malattia comporta a livello sociale più che per la malattia in sé”. In effetti, le conseguenze sociali dell’epilessia sono ancora oggi discriminanti e riguardano molteplici aspetti della vita di una persona con epilessia, incluse le limitazioni sul lavoro, le attività sportive e ricreative, e la patente di guida.

Nei vari Paesi del mondo occidentale le implicazioni sociali conseguenti all’epilessia costituiscono la ragione di una serie di interventi anche legislativi a difesa della persona con epilessia, in particolare a sostegno della persona con disabilità e contro la discriminazione. In effetti, in tema di epilessia e legge, molti aspetti della vita meritano attenzione: i compiti di assistenza del medico, la patente di guida, il lavoro, le relazioni sociali.

La normativa per la patente di guida

Con il D.M. 30 novembre 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 27 dicembre 2010, n. 301 – recepimento della direttiva 2009/112/CE della Commissione del 29 agosto 2009, recante modifica della direttiva 91/439/CEE del Consiglio concernente la patente di guida, emanato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – è stato attuato un adeguamento delle direttive italiane rispetto alle normative europee in materia di regolamentazione della patente di guida in soggetti con epilessia.

Fino all’uscita del nuovo decreto vigeva la normativa dettata in pratica dal D.M 286/1991, secondo la quale ad un soggetto con epilessia era consentito l’utilizzo di veicoli a motore (patente A/B) dopo un periodo di almeno 24 mesi di assenza di crisi (indipendentemente dall’utilizzo di una terapia antiepilettica); non erano affatto consentite né la concessione né il rinnovo delle patenti C/D/E.

Una delle principali innovazioni della nuova normativa, assente nei vari decreti, regolamenti, direttive e proposte di legge dei precedenti anni, è l’introduzione del concetto di guarigione clinica. Già nel 1998 il Consiglio Superiore di Sanità aveva proposto l’autorizzazione alla guida definitiva, non soggetta a controlli, per le forme di epilessia focale idiopatica (cosiddetta epilessia con parossismi rolandici): ora per la prima volta può essere considerato clinicamente guarito un soggetto che da almeno dieci anni non presenti crisi epilettiche in assenza di terapia specifica.

Secondo quanto già in atto in altri Paesi europei, come la Germania e l’Olanda, con la nuova normativa anche in Italia le restrizioni alla guida sono state correlate alla tipologia di crisi. In relazione a ciò, nell’allegato III del nuovo decreto (D.M. 30 novembre 2010)  i conducenti vengono distinti, in base alla categoria dei veicoli, in gruppo 1 (patente A, B, B+E e sottocategorie A1 e B1) e in gruppo 2 (patente C, C+E, D, D+E e sottocategorie C1, C1+E, D1, D1+E).

Per i conducenti del gruppo 1 viene specificato che, in caso di prima o unica crisi epilettica non provocata, il  soggetto può essere considerato idoneo alla guida dopo un periodo di assenza di crisi di almeno 6 mesi. Un significativo cambiamento apportato alla normativa vigente riguarda i soggetti affetti da epilessia (definita come condizione caratterizzata dal manifestarsi di due o più crisi epilettiche non provocate a distanza di meno di 5 anni l’una dall’altra); infatti, secondo la nuova normativa, un soggetto con epilessia può essere dichiarato idoneo alla guida dopo un periodo, documentato e certificato dallo specialista neurologo, di un anno senza ulteriori crisi. Lo stesso periodo di tempo di assenza di crisi (un anno) è richiesto anche per la concessione dell’idoneità alla guida di soggetti con crisi senza effetti sullo stato di coscienza o sulla capacità di azione. In caso di crisi dovute a modificazioni o a riduzioni della terapia antiepilettica per decisione del medico viene richiesta la raccomandazione di astenersi dalla guida per un periodo di sei mesi dalla sospensione del trattamento; nel caso in cui si manifestino crisi nel periodo in cui il trattamento è stato modificato o sospeso per decisione del medico, il paziente deve essere sospeso dalla guida per tre mesi se il trattamento prima efficace viene ripristinato. Nel caso invece in cui il soggetto sia stato sottoposto ad un intervento chirurgico per curare l’epilessia viene richiesto ancora una volta un periodo di assenza di crisi di almeno un anno per ottenere l’idoneità alla guida (Tabella 1).

Tabella 1

Per i conducenti del gruppo 2 è richiesta, al fine dell’idoneità alla guida, la completa assenza di crisi in assenza di terapia antiepilettica. Nel caso in cui il soggetto abbia presentato una crisi epilettica provocata da un fattore scatenante identificabile (con scarsa probabilità che si ripeta alla guida) si può ottenere l’idoneità solo per uso privato e non per trasporto terzi, previo consenso del neurologo. L’idoneità alla guida di veicoli appartenenti al gruppo 2 nei soggetti epilettici è subordinata al concetto di guarigione clinica: viene espressamente richiesta la completa assenza di crisi epilettiche in assenza di terapia anticomiziale e in assenza di evidenza di attività epilettiforme all’elettroencefalogramma (ciò è valido anche nel caso dell’epilessia pediatrica).

Nel caso invece in cui il soggetto presenti una lesione strutturale intracerebrale che determini un incremento del rischio di crisi non è possibile ottenere l’idoneità alla guida di veicoli appartenenti al gruppo 2 (Tabella 2).

Tabella 2

Conclusioni

La recente revisione europea delle diverse situazioni relative all’epilessia ed alle crisi epilettiche, in relazione all’ottenimento ed al rinnovo della patente di guida, rappresenta un importante progresso normativo. Il recepimento della stessa normativa nei diversi Paesi membri consente ora una miglior definizione delle diverse situazioni di malattia nelle quali la persona con epilessia si trova. Il riconoscimento delle possibilità di guarigione clinica consente altresì di sanare una ingiusta discriminazione che si è perpretata per molti anni nei confronti di persone ‘guarite’ da questa condizione. La nuova normativa consente ora, con il supporto, l’impegno, e l’assunzione delle necessarie responsabilità del medico, specialista e non, di meglio definire le condizioni e le limitazioni per la guida di veicoli a motore.