T. Sichetti Responsabile del “Centro di Dermocosmesi Laser Assistito” dell’A.O.U.P.

Era il 16 maggio del 1960 quando il fisico Theodore Maiman realizzò nei laboratori Hughes Research (California) il primo dispositivo capace di emettere un fascio di luce monocromatico ad altissima coerenza spaziale e temporale, il primo Laser della storia. Era un laser a rubino.

Laser acronimo di “Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation”.

Tra i primi ad interessarsi alle interazioni della luce laser con i sistemi biologici fu Leon Goldman, professore in dermatologia all’Università di Cincinnati; fu il primo ad introdurlo nella pratica clinica trovandone applicazione nel trattamento degli Angiomi e nella distruzione dei carcinomi cutanei.

ll prof. Goldman viene a tutt’oggi riconosciuto come il padre della Laser-chirurgia.

Nel decennio 1960-1970 dal prototipo “laser a rubino” si passerà al laser a uranio, al laser a samario (capostipite del laser a neodimio ed a erbio) ed al laser a elio-neon (capostipite del laser a CO2 e ad Eccimeri).

In ambito dermatologico, l’applicazione clinica di questa nuova strumentazione risulterà possibile e ben perfezionata in seguito all’identificazione di molecole cutanee, i cosiddetti cromofori, che possiedono la capacità di assorbimento di una lunghezza d’onda specifica. L’interazione raggio laser-cromoforo verrà a produrre una energia termica capace di distruggere selettivamente la lesione dermatologica. I cromofori possono essere intrinseci al tessuto (acqua, emoglobina, melanina) o estrinseci (tutti i tipi di pigmento ad esempio quelli usati nei tatuaggi). La conoscenza delle specifiche lunghezze d’onda sui vari cromofori ha portato alla messa a punto di laser con un impiego clinico mirato. Scegliere la fonte laser specifica elimina selettivamente la lesione senza danneggiare i tessuti circostanti.

Tipologie dei Laser in Dermatologia

LASER CO2

Il laser che maggiormente trova applicazione in un ambulatorio dermatologico è il laser a CO2. La sua lunghezza d’onda viene assorbita dall’acqua tissutale con la vaporizzazione del tessuto irraggiato. Per le sue caratteristiche specifiche, trova eccellente applicazione nella distruzione di tutte le neoformazioni dermatologiche (verruche, condilomi, fibromi penduli, cheratosi seborroiche e attiniche) comprese le formazioni neoplastiche di piccole dimensioni (1 cm) come i carcinomi basocellulari (Fig.1).

Cheratosi volto

Restano chiaramente esclusi i basaliomi di diametro superiore, i carcinomi spinocellulari, i melanomi.

L’applicazione del laser CO2 nella Dermatologia moderna, ha comportato una sua evoluzione tecnologica. Dal Laser “continuo” si è passati al “pulsato”, al “superpulsato” ed all’attuale versione “frazionato”.

Il Laser CO2 ha, nella maggior parte dei casi clinici, “di fatto” sostituito l’uso del diatermocoagulatore e del bisturi. I vantaggi derivanti dal suo utilizzo portano:

– a tempi di intervento ridotti.

– ad una minore quantità di anestetico,

– ad una facile medicazione domiciliare,

– ad una guarigione più veloce,

– a una maggiore soddisfazione estetica;

Il rapporto costi-benefici appare evidente.

LASER VASCOLARI

Il raggio laser viene assorbito dall’ossiemoglobina; l’interazione produce calore e danno termico alla componente vascolare da eliminare.

Questa categoria di apparecchiature Laser trova la propria applicazione nella terapia delle lesioni vascolari cutanee quali: angiomi piani (Fig.2), teleangentasie, angiocheratomi, angiomi rubini, malformazioni venose, emangiomi sostituendo “di fatto” tecniche spesso deturpanti per gli esiti discromici e cicatriziali quali: elettrochirurgia, diatermocoagulazione, chirurgia, crioterapia.

Teleangectasia arto inferiore

Fanno parte di questa categoria i seguenti dispositivi Laser:

Pulsed Dye laser (585nm)

Laser ND-yag 1064

Laser KTP(535)

Laser Diodi

LASER EPILAZIONI

Il cromoforo bersaglio è la melanina contenuta nelle cellule del follicolo pilifero. La riuscita del trattamento dipende dalla fase del ciclo del pelo nel momento dell’intervento. I peli in fase ANAGEN sono quelli sensibili al trattamento, ma poichè ogni zona cutanea ha una percentuale diversa di peli in anagen e una diversa durata del ciclo del pelo, anche la riuscita terapeutica sarà diversa in rapporto alla zona trattata.

Si evince che per un risultato ottimale sono necessarie più sedute.

Fanno parte di questa categoria i seguenti dispositivi Laser:

Laser ND-yag 1064

Laser Alessandrite(755)

Laser a Diodo(810nm)

LASER LESIONI PIGMENTATE

La terapia laser consiste nella rimozione delle lesioni pigmentate naturali o indotte (tatuaggi).

Le principali indicazioni sono le ipermelanosi (macchie caffe latte, efelidi, nevo di Becker, etc..). Il melasma e le pigmentazioni post-infiammatorie rispondono male ed in maniera non prevedibile al trattamento. Il raggio laser colpisce elettivamente il pigmento che si frantuma potendo così essere fagocitato dai macrofagi tissutali.

La rimozione completa del pigmento necessita di più sedute che si effettuano a distanza di un mese. Per le pigmentazioni indotte (tatuaggi), il numero delle sedute dipende da: tipo di tatuaggio (professionale o amatoriale), tipo di colori, tempo dei tatuaggi, profondità del pigmento.

Sempre crescente è la richiesta di questo tipo di rimozioni.

Difficoltà si hanno nelle forme multicolori: ad ogni colore corrisponde una lunghezza d’onda e quindi è necessario l’utilizzo di differenti laser.

Fanno parte di questa categoria i seguenti dispositivi Laser:

Laser Q-switched Nd-yag (1064 nm): Tatuaggi neri, blu scuri.

Laser Q-switched doubled (532nm): Tatuaggi rossi, violetti, rosa, bruni.

Laser Q-switched Alessandrite (750nm): Tatuaggi neri, blu, verdi.

Laser Q-switched Rubino (694nm): Tatuaggi neri, blu scuri, verdi.